Gli italiani al volante: irrequieti, indisciplinati, esigenti

Gli italiani al volante: irrequieti, indisciplinati, esigenti
da in Auto 2008, Mondo auto
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    Automobilista indisciplinato

    Irrequieto, preoccupato, incazzato, esigentissimo, questo è l’automobilista italiano che emerge dal Rapporto Aci-Censis presentato a Roma appena 15 giorni fa.

    All’uomo, soprattutto, ma anche alla donna al volante, di nazionalità italiana, stanno stretti i 130 Km/h di velocità massima consentita, immaginarsi la faccia che avranno fatto di fronte alla proposta del ministro dei trasporti Bianchi, di qualche mese fa, che voleva addirittura diminuirli ulteriormente….

    L’auto è vista come un bene da custodire e proteggere al meglio, al punto che si può anche risiedere in un alloggio popolare, purchè vi sia sempre annesso un ricovero per la propria vettura che, anche in garage, è meglio chiudere a chiave, non si sa mai!

    Dentro l’abitacolo, gli italiani, non vogliono farsi mancare nulla e, se prima era l’autoradio, onnipresente in auto, a campeggiare, potente e assordante, anche su traballanti e insicure carrette, adesso la propria automobile deve essere sempre di più un iperconcentrato di alta tecnologia, che comprende tutti quegli accessori dei quali non ci si separerebbe mai, dal navigatore satellitare, al pc, alla playstation, al DVD e, perché no, al televisore, magari ad alta definizione.

    W la patente a punti
    Con una filosofia tutta italiana, i nostri connazionali sono felici di avere a che fare con la patente a punti, ma solo per punire gli altri, mai se stessi, perché le nostre infrazioni sono sempre peccatucci veniali e sempre oggetto di innocenti distrazioni! Anche se poi, in un ipotetico confessionale ammettiamo, candidamente, che, talora, il limite di velocità, di tanto in tanto, è… bello che superato e a volte si finisce anche per soffrire di una leggera forma di daltonismo al punto di scambiare il “rosso” con il “verde” e si passa lo stesso ad un incrocio e poi, che male c’è a mettere l’auto in seconda fila, l’importante è restare nelle immediate vicinanze e il marciapiedi è sempre troppo largo per i soli pedoni, meglio mettere “mezza” nostra auto sopra! Se poi arriva la multa, meglio ricorrere subito, a torto o a ragione, tanto si sa, la ragione è sempre la nostra!

    A questo risultato si è giunti osservando le abitudini di 2 mila automobilisti italiani scelti a campione, dall’indagine risulta anche il diverso rapporto istaurato dai maschi rispetto alle donne, entrambi i sessi sono, comunque, concordi nell’affermare sulla necessità di ricorrere alle quattro ruote per andare a lavorare, fare la spesa, accompagnare i figli a scuola; la moto si utilizza di più per puro divertimento, meglio nei giorni festivi. Ma sono le donne a servirsi meno dell’auto e quasi mai nei giorni non lavorativi; in quei giorni, si lascia il volante al marito, al compagno, al fratello, al padre, se non troppo anziano.

    E, per gli amanti dei numeri, dalle 10 alle 13, è l’orario di picco in cui le donne si ritrovano alla guida dell’auto che, se solo potessero, posteggerebbero direttamente all’interno delle aule dei loro pargoli, pur di non far fare loro alcuno sforzo, chissà perché sono pronti ad iscriverli in palestra dopo!

    Infine, interessante il dato secondo il quale, oltre i 64 anni d’età, l’uomo, una volta in pensione, utilizza l’auto, quasi esclusivamente per fare la spesa al supermercato; anche per i viaggi, i non più giovanissimi, si affidano a mezzi diversi, treni e aerei in testa e l’auto è finalmente riposta, chiusa a chiave, nel proprio garage sotto casa!

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