Grandi opere: per finanziarle si studiano pedaggi anche per le superstrade

Ma quali saranno le prime superstrade ad essere investite dalla proposta Castelli? Si inizia con la E45 Orte-Ravenna, per proseguire con il grande raccordo anulare a Roma, poi sarà la volta del nastro di strada che da accesso all’aeroporto di Fiumicino, poi toccherà alla Lecce-Bari e si concluderà questa prima tornata con l’Autostrada Salerno-Reggio Calabria

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    Si cerca in qualche modo di fronteggiare la crisi e diventa dunque quanto mai urgente finanziare le grandi opere e di scaricare nel possibile sui cittadini l?esigenza di dotare di un numero sempre maggiore di infrastrutture il nostro Paese e lo si può fare in vario modo, quello che vorrebbe attuare l?attuale nostro Governo non è detto che debba incontrare i favori della collettività, tuttavia diviene centrale la spinta che ci viene fatta dall?Europa per adeguare il nostro Paese al resto della UE e così, gioco forza, le alternative riguardo al modo di intervenire nel processo di ammodernamento del Paese restano sempre meno.

    Maggiori opere pubbliche richiedono infatti risorse irreperibili, probabilmente in altro modo, se non intervenendo tassando anche le superstrade predisposte presto con speciali caselli d?ingresso e d?uscita sul modello autostradale. Questa la prima proposta del vice ministro ai trasporti Roberto Castelli che in questo modo spera di rintracciare fondi da destinare alle grandi opere e che sicuramente scatenerà un putiferio fra gli utenti di questi tratti stradali.

    Ma quali saranno le prime superstrade ad essere investite dalla proposta Castelli? Si inizia con la E45 Orte-Ravenna, per proseguire con il grande raccordo anulare a Roma, poi sarà la volta del nastro di strada che da accesso all?aeroporto di Fiumicino, poi toccherà alla Lecce-Bari e si concluderà questa prima tornata con l?Autostrada Salerno-Reggio Calabria.

    E se per alcuni la proposta Castelli può considerarsi a tutti gli effetti un altro balzello per gli automobilisti e per la collettività in generale, stante il fatto che i trasporti in Italia si fanno per lo più su gomma, un’altra gabella è in agguato pronta a scaricarsi sui cittadini e stavolta parliamo di un Decreto che il Governo è pronto ad emanare e riguarderebbe una eurotassa che inciderebbe sulle gomme usate pari a 4 euro per ogni pneumatico sostituito. Ciò finanzierà il riciclaggio di rifiuti speciali quali sono le gomme esauste. Certo anche questo potrebbe essere visto come un problema che sommato a tutti gli altri renderà più difficile la vita agli italiani, ma è il problema del riciclaggio delle gomme usate a rappresentare un problema aggiuntivo, visto che ogni anno in Italia si producono qualcosa come 80.000 gomme e, a quanto pare, per riciclarle la strada migliore anche stavolta è quella di far ricadere su di noi tutti i costi dell?operazione.