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Guardia di Finanza: sgominata intera banda di venditori di auto scorretti

Guardia di Finanza: sgominata intera banda di venditori di auto scorretti

Guardia di Finanza: sgominata intera banda di venditori di auto scorretti

da in Auto Km 0, Fiat Punto, Immatricolazioni Auto, Mercedes Classe A, Mondo auto
Ultimo aggiornamento:

    Guardia di Finanza

    Ben sessantacinque le persone indagate a vario titolo dalla Magistratura di Massa Carrara a seguito dell’indagine che la Guardia di Finanza ha condotto nella città toscana e che durava da oltre un anno; investigazione partita, inizialmente, con l’intento di reprimere l’evasione fiscale dell’I.V.A. da parte di alcuni venditori di auto e sfociata poi nella scoperta di una truffa di grosse proporzioni che si spostava dalla Toscana coinvolgendo altre regioni, quali Emilia Romagna e Liguria e che riguardava salonisti, concessionari e specialisti di apparecchiature elettroniche impegnate a “scaricare” sensibilmente i contachilometri delle vetture e delle moto e, per i natanti, alterare il dispositivo che segnala i tempi di marcia del motore delle imbarcazioni poste in vendita.

    Allo stato dei fatti, 40 concessionari di diverse marche, per un totale di 65 persone incriminate a vario titolo e 80 automobili “ringiovanite” ,sono il bilancio dell’attività illecita che la societas criminale metteva in pratica a danno di ignari acquirenti di vetture usate che credevano di fare un buon affare e che si ritrovavano invece con un’auto che aveva percorso tantissimi chilometri in più di quelli che effettivamente veniva loro dichiarato e, alla base di tutto esisteva persino un apposito registro con tanto di tariffe applicate a seconda del modello cui si interveniva e del quale si riscontravano diverse difficoltà d’intervento; per esempio, secondo le Fiamme Gialle, se per una Fiat Punto o altra auto del genere bastavano 100 euro per eseguire il lavoro a regola d’arte, molto di più occorreva per una Mercedes Classe A, visto che, come accertato, per intervenire sulla più lussuosa vettura, potevano occorrere anche 350/400 euro.

    Non mancavano poi auto al top della lista delle difficoltà tecniche per intervenire, infatti, secondo le intercettazioni ambientali e telefoniche disposte dal Magistrato, per una Volkswagen Golf bisognava intervenire sul particolare contachilometri che una volta manomesso lasciava traccia indelebile dell’intervento di terzi con l’intento di scaricarlo.

    False auto a chilometro zero
    Non mancavano anche le auto a chilometro zero che, di norma, non dovrebbero aver percorso più di 100 chilometri per essere considerate semi-nuove, anche se di fatto, sono già state immatricolate dal concessionario, vetture che, invece, ad opera dell’associazione criminosa venivano scaricate anche di 30.000 chilometri, fatto difficile da accertare perché trattavasi di auto provenienti dall’estero e sulle quali si era agito falsificando anche i documenti relativi agli interventi di manutenzione ordinaria, a riprova che di vere auto a chilometro zero si trattava. E che dire, come hanno accertato i finanzieri, di una BMW X5 cercata di vendere come semi-nuova, con solo 10.000 chilometri sul groppone, salvo accertare che di chilometri ne aveva percorsi 150.000, così come non è stato difficile scoprire una Mercedes Classe A che di chilometri ne aveva fatti 25.000 e che invece all’ignaro acquirente risultavano appena 2.000; altre volte il tentativo dei truffatori era quello di abbassare sotto i 100.000 chilometri la strada percorsa dall’auto in vendita, consapevoli del fatto che, così facendo, si sarebbe incoraggiato di più il potenziale acquirente.

    C’è da dire che l’operazione “Car Lifting “, così come è stata battezzata dalla Polizia Tributaria di Massa Carrara, purtroppo non è operazione del tutto nuova da parte di molti salonisti e persino di alcuni privati che cercano di turlupinare l’acquirente scaricando il contachilometri dell’auto che vogliono vendergli e, diciamo che, senza giungere al grado di sofisticazione di cui è stata capace l’organizzazione “pizzicata” dai finanzieri, troppo spesso genera in molti la consapevolezza che di una trascurabile manomissione si tratta, vista anche la facilità d’intervento che un potenziale tecnico specializzato può eseguire spesso senza troppe difficoltà, ma le cose non stanno proprio così.Infatti, forse sarebbe utile sapere che questa pratica rappresenta un vero e proprio reato previsto dal Codice Penale all’art. 515, frode in commercio, chiaramente se a commetterlo è un venditore che con questa azione conta di trarne profitto e, se il commerciante è ignaro del fatto che sulla vettura a lui consegnata è stato attuato il “trucchetto” è tenuto a risponderne lo stesso, civilmente, secondo il disposto art. 1490 Codice Civile.

    Dunque, attenti non solo ad acquistare ma anche a vendere un’auto con la speranza di poterci trarre di più se solo si agirà sul chilometraggio, è una pratica scorretta e illegale.

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