Guida in stato d’ebbrezza: ecco l’identikit dell’ubriaco al volante

Guida in stato d’ebbrezza: ecco l’identikit dell’ubriaco al volante
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    Il bevitore occasionale, alla guida, è più pericoloso dell'ubriaco cronico

    Tolleranza zero quanto si vuole, ma il guidatore che continua a condurre un mezzo, nonostante lo stato di ebbrezza, non è purtroppo una specie estinta, anzi, oggi si è in grado anche di identificarlo in una sorta di identikit.

    In Italia a tracciare i segni distintivi di questo irresponsabile che, nonostante l’ubriacatura, si mette al volante, sono i responsabili dei Servizi Alcologici dell’area milanese riferita a 2000 pazienti osservati per un lasso di tempo prestabilito.

    Quel che emerge è un quadro preoccupante, anche perché, l’ubriaco alla guida non è neanche facile da individuare perché non è quasi mai un etilista cronico, piouttosto un bevitore occasionale che beve, tanto, ma salutuariamente e, a volte, aggiunge all’alcol anche droga su droga. Al contrario dell’alcolista cronico, quello occasionale è più pericoloso perché guida come se fosse sobrio non rendendosi conto del rischio che corre e fa correre agli altri, mentre, generalmente chi ha una vera e propria dipendenza dall’alcol ha smesso di guidare e magari non ha più neanche l’auto.

    Machio, di età intorno ai 30 anni, quasi sempre single, quasi sempre in possesso di cultura media e diploma, questi soggetti, rischiano forte, perché se gli va bene in auto, quasi sempre finiscono per entrare nel tunnel della dipendenza da alcol che è pericolosissima.

    Ma a rendere ancor più grave il problema è il costante aumento di questi profili, se solo si pensi che, tenendo a riferimento gli ultimi dieci anni si è assistito ad un vero e proprio raddoppio del fenomeno e gli stessi soggetti che appartengono alla lista degli abusatori occasionali sono cambiati perché mutato è il rapporto dell’alcol con la gente. Senza trascurare un altro aspetto importante, l’alcol si collega sempre di più alla dipendenza da droga, sostanza per la quale, negli ultimi tempi è mutato l’utilizzo, al punto che si è creato un vero e proprio anello di congiuntura fra entrambe le sostanze che causano dipendenza, l’alcol, nei drogati da sostanze stupefacenti si assume per sedare gli effetti della droga, la droga si assume per tirarsi su, nelle fasi di decadimemnto provocato dall’alcol stesso.

    Un fenomeno più che altro riferito ai maschi, ma l’alcol sta assumendo importanza anche nel sesso femminile con un aumento dell’incidenza preoccupante e con sempre più proseliti in gonnella, con una differenza, la donna alcolizzata subisce in maniera peggiore i danni della dipenjdenza, con crisi più frequenti e accentuate che finiscono col farle commettere atti inconsulti più gravi, addirittura si sostiene che, in mancanza di alcol commestibile, le donne, etiliste, arrivino ad assumere persino l’acqua di colonia, per mitigare l’astinenza, come sostengono ai Servizi Alcologici.

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