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Guida in stato di ebbrezza: queste le novità

Guida in stato di ebbrezza: queste le novità

Le recenti normative hanno inasprito le pene per la guida in stato di ebbrezza, ma speriamo abbiano fatto chiarezza nella gente riguardo a coloro che sono autorizzati, se appartenenti alle Forze dell'Ordine, ad eseguire i prescritti controlli

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Ultimo aggiornamento:

    Etilometro

    Con le recenti disposizioni in materia, la guida in stato di ebbrezza è punita severamente dalla Legge, così come conviene anche sfatare alcuni luoghi comuni nel discernimento di coloro che, appartenenti alle Forze dell’Ordine, possono procedere all’accertamento dello stato di vigilanza del conducente, così come occorrerà sapere che, a differenza di un tempo, sottrarsi alla prova dell’etilometro è considerato reato punibile a norma di Legge e non più un illecito amministrativo.

    Detto questo, vediamo chi può procedere al controllo dello stato di guida:

    A differenza di quanto alcuni credono, possono procedere al controllo dello stato di guida, la Polizia di Stato, la Polizia Stradale, i Carabinieri, la Polizia Locale, ovvero i Vigili Urbani, la Polizia Provinciale, ma anche la Polizia Penitenziaria e Forestale e la Guardia di Finanza.

    I casi discussi

    Può un appartenente alle Forze dell’Ordine procedere alla rilevazione del tasso alcolemico di un conducente seduto al volante di un’auto in sosta e procedere contro di lui se la rilevazione dell’alcolemia è oltre la soglia consentita? Ebbene si, la Legge prevede la punibilità anche del conducente in sosta se posto alla guida.

    Cosa si rischia a rifiutarsi al controllo

    La Legge da recente modificata ha previsto un irrigidimento delle sanzioni per chi si esime volontariamente dalla prova dell’etilometro. Ciò a causa della Legge 24 luglio 2008, n. 125 che eguaglia il rifiuto alla commissione di un reato e non più un semplice illecito amministrativo qual’era un tempo. Ne consegue che la semplice sottrazione a sottoporsi alla prova del palloncino comporta un’ammenda da 1.500 euro fino a 6.000 euro e l’arresto da uno a 12 medi, la sospensione della patente da 2 mesi a due anni, la decurtazione di 10 punti e, dopo la condanna, la confisca del veicolo se non di proprietà altrui.

    Certamente parliamo di provvedimenti che vengono applicati allorquando la prova all’etilometro abbia comportato la sussistenza di quantitativi di alcol nel sangue a soglie estreme e dunque la sanzione sarà commisurata alla quantità riscontrata, così come il Legislatore ha tenuto in considerazione anche una sanzione che dipenda dall’eventuale reiterazione del reato entro i due anni dalla prima sentenza, così come è anche prevista, per decisione prefettizia, che il reo debba sottoporsi ad esami medici nei 60 giorni susseguenti dalla violazione che constatino la sussistenza dei requisiti fisici e psichici affinché la patente possa essere restituita a chi l’ha persa a causa della guida in stato di ebbrezza.

    La decisione del Gip di Firenze e il ricorso della Procura

    Ha destato stupore la decisione del Gip di Firenze che aveva sollevato l’illeggittimità degli stessi etilometri in dotazione alle Forze dell’Ordine nel rilevare lo stato di ebbrezza del conducente di un’auto, soprattutto in caso di incidente stradale. Secondo il GIP fiorentino infatti, lo strumento non può e non deve considerarsi una prova inoppugnabile ai fini della determinazione della sanzione, ma solo un primo riscontro in attesa di effettuare una prova certa presso un ospedale ove la persona andrà condotta o presso gli uffici di Polizia o Carabinieri. A questa decisione s’è opposta la Procura ribadendo che “ l’etilometro è lo strumento valido e prescritto per la misurazione del tasso alcolemico “. Ciò non sposta di una virgola ciò che adesso prescrive la Legge, ma da il segno che in fatto di guida in stato di ebbrezza si possono aprire varchi di discussione e dibattito.

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