I sonnambuli al volante….

I sonnambuli al volante….
da in Mondo auto
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    Sonnambulismo

    Evidentemente i consigli, i proclami e le stesse avvertenze, non bastano mai….. i farmaci, alcuni in particolare, non si conciliano per niente con la guida ma, soprattutto, nemici di quest’ultima, non possono non essere gli ipnoinduttori, ovvero quei medicinali usati per indurre il sonno, i sonniferi in generale.

    Eppure basterebbe un po’ di buon senso per intuire che chi prende un sonnifero non può, durante il periodo di azione del farmaco, mettersi alla guida. Nonostante ciò, a volte lo si fa lo stesso e ciò che sta accadendo negli Stati Uniti ce lo mostra in tutta la sua drammaticità.

    Ecco gli Zombie del volante
    In America li chiamano così e stanno rappresentando una vera e propria minaccia per l’incolumità propria e degli altri automobilisti, alla stregua degli ubriachi al volante, ma, stavolta, parrebbe che a provocare il guaio, non sia la bottiglia di wisky, quanto invece un farmaco in particolare: l’Ambien. A quanto parrebbe, questo medicinale, prodotto dalla Sanofi, multinazionale del farmaco, avrebbe un grave effetto collaterale, oggetto adesso di studio da parte della Drug Administration, ovvero il sonnambulismo.

    Secondo il New York Times, i casi finora descritti sarebbero sufficienti per mettere sotto accusa il farmaco. Basti pensare ai verbali della Polizia a seguito di soggetti fermati alla guida della propria auto in stato di semincoscienza, che dopo aver tamponato altre vetture, hanno avuto comportamenti bizzarri e inconsueti, per questo genere di persone, come urinare in mezzo alla strada, picchiare il poliziotto che gli contestava la violazione e, quel che è peggio è, che l’indomani, risvegliatisi da questa sorta di distacco dalla realtà, non ricordavano niente e si stupivano di ritrovarsi in camera di sicurezza.

    Il problema è anche più aggravato dal fatto che nel solo ‘2005 in America, sono stati prescritti oltre 20 milioni di pezzi di Ambien, facente parte della metà dell’intero numero di flaconi di sonniferi che si prescrivono negli Stati Uniti, considerato che il problema dell’insonnia è vissuto in America, così come negli altri Paesi progrediti, come una vera e propria patologia dagli effetti deleteri sulla performance del paziente. Il farmaco della Sanofi, infine, è risultato l’ “incriminato” numero uno per quanto attiene ai gravi problemi riscontrati al volante. Oltretutto, secondo la Polizia e gli esperti degli Istituti di tossicologia, la guida di questi pazienti sotto l’effetto dell’Ambien si distingue per una bizzaria che li porta ad andature pericolose, a zig zag, fra il traffico, che esauriscono il loro cammino sulle auto posteggiate, oppure sui pali della strada, quando non investono i veicoli che sopraggiungono. E, fatto degno di nota, il rimuovere dalla mente, passato l’effetto del farmaco, ogni episodio accaduto la notte precedente è la norma.

    Vero è, che nel foglietto illustrativo in uso al farmaco esistono particolari avvertenze che prevedono, come effetti collaterali, il sonnambulismo e le allucinazioni a seguito dell’assunzione del preparato, così come è vero che gli effetti dello stesso sono potenziati dall’assunzione concomitante di alcol, fatto anche ribadito nelle istruzioni, ma, vista l’inveterata abitudine di prescrivere sonniferi con estrema leggerezza da parte dei medici, così come è abitudine del consumatore, auto somministrarsi il farmaco, senza rispettare la posologia e le prescrizioni mediche, basta un’indicazione all’interno di una confezione per risolvere un problema sempre più grave sulle strade americane?

    Ma cosa è il sonnambulismo

    Il sonnambulismo è una manifestazione particolarmente frequente nei bambini fino all’adolescenza, superata la quale, il disturbo tende a regredire spontaneamente. Nell’adulto, quando non è associato all’uso di farmaci o di alcol, è manifestazioni di un disturbo dell’addormentamento che culmina con una sorta di dissociazione dell’individuo fra lo stato di veglia e di sonno.

    Infatti, la deambulazione notturna, si manifesta negli stadi di sonno profondo e comunque nelle prime ore.

    Diverse le cause, uno squilibrio del ritmo sonno-veglia, riscontrabili in coloro che sono costretti a lavorare di notte e a dormire di giorno, in maniera irregolare, così come alcuni disturbi come l’emicrania o vere e proprie patologie quali il Morbo di Alzheimer, la demenza senile e l’epilessia, possono provocare episodici attacchi di sonnambulismo.

    Il sonnambulo, in genere, durante la crisi, svolge normali attività quotidiane, il problema è, che pur eseguendole in maniera accurata, non si rende conto di quel che fa, il risultato è che, in linea di massima, l’andatura del sonnambulo, pur non essendo del tutto incerta, riuscendo a schivare ostacoli che ritrova davanti il suo percorso, è turbata, così come le proprie azioni, dalla componente principale che contraddistingue il suo stato. Per cui, il risultato che ne consegue è quello di essere soprafatto dal sonno durante la fase deambulatoria, perdendo del tutto la fase di coscienza, oppure confondersi durante l’andatura entrando in uno stato confusionale tale da fargli compiere movimenti e azioni pericolose per se stesso, per esempio, cadere o farsi male. Nel sonnambulismo si ritrova, quasi sempre, una causa predisponente e una causa familiare, così come pare siano più colpiti i soggetti maschi, rispetto alle donne.

    E’ buona regola, per chi soffre di sonnambulismo, attenersi a normali norme di igiene del sonno prima di addormentarsi, come osservare determinati orari, più o meno sempre gli stessi, per andare a dormire, non affaticarsi eccessivamente nelle ore che precedono l’addormentamento, non bere sostanze eccitanti come il caffè. Quando il soggetto è afflitto da questo problema, è buona regola rivolgersi allo specialista che prescriverà dei farmaci ansiolitici in grado di risolvere il disturbo o un trattamento terapeutico più incisivo quando il disagio non è possibile controllarlo in maniera efficace con la prima categoria di farmaci.

    Per chi assiste ad un sonnambulo, infine, è richiesta una certa dose di pazienza volta a non contrastare del tutto le azioni del soggetto, se non costituiscono esse stesse un pericolo per la sua incolumità. E’ buona norma, invece, liberargli il percorso da eventuali ostacoli che causerebbero cadute o potrebbero fargli male. E’ bene, invece, cercare di ricondurre, con delicatezza, il sonnambulo a letto e, se quest’ultima operazione non dovesse riuscire, accompagnarlo durante il suo percorso, senza esercitare pressioni energiche sul soggetto, durante tutta la durata della crisi.

    Tenendo conto che una crisi di sonnambulismo ha una durata media intorno ai dieci minuti e solo raramente si protrae per un’intera ora, passata la quale, nel peggiore dei casi, il sonnambulo ritrova il suo sonno ristoratore, dal quale, al risveglio, spesso, finisce per aver dimenticato, in toto, ciò che gli è accaduto la notte precedente.

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