Idrogeno: da un batterio si ricava il gas

Idrogeno: da un batterio si ricava il gas

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    Un'auto ad idrogeno

    Si può produrre idrogeno partendo da un batterio? Si, lo hanno scoperto ricercatori dell?Istituto di chimica biomolecolare ICB del CNR di Pozzuoli, provincia di Napoli.

    Il batterio coinvolto nella scoperta si chiama Thermotoga neapolitana e già dal nome si intende di che si parla, visto che ci riferiamo ad un microrganismo che sopravvive ad alte temperature isolato dalle fumarole a largo di Pozzuoli. Il meccanismo per ricavare idrogeno da questo batterio è relativamente semplice, visto che lo si fa interagire con rifiuti organici arricchiti di sali minerali alla fine del quale ciclo il risultato della reazione sarà l?idrogeno sotto forma gassosa che con un ulteriore intervento si potrà trasformarlo in energia elettrica ottenuta attraverso delle celle a combustibile predisposte dallo stesso CNR.

    La caratteristica di questa scoperta è anche un?altra, ovvero che le celle non utilizzano come al solito platino, ma catalizzatori, ricordando che sono tali tutte quelle sostanze che accelerano le reazioni chimiche, che nello specifico provengono dalle nanostrutture a base di metalli che si ritrovano più facilmente e a costo più basso col risultato che con lo stesso procedimento oltre che dall?idrogeno l?energia può essere più facilmente ricavata da biocombustibili rinnovabili.

    Numerose sono le applicazioni, si va dall?alimentazione dei cellulari al carburante per auto, cui si aggiungerà anche uno studio effettuato su ceppi di microalghe col vantaggio che sia nel primo che nel secondo caso la produzione di idrogeno e biogass contribuisce a ridurre i residui togliendoli dall?ambiente e, dunque, contribuendo a ridurre anche l?inquinamento.

    La ricerca ha avuto anche il vantaggio di porre l?attenzione sui problemi di trasporto e stoccaggio dell?idrogeno che muterebbe rispetto a quanto avviene fino adesso, visto che anzicchè trasportare il gas all?interno di bombole ad alta pressione, grazie alle recenti acquisizione si farebbe si che il gas venga intrappolato in particolari gabbie di ghiaccio ad una temperatura al di sotto dei 140 gradi centigradi, fatto che consentirebbe lo stoccaggio di enormi quantità di idrogeno in poco spazio senza rischio.

    Insomma, la ricerca congiunta di diversi gruppi di studio del CNR ci da l?occasione per sperare davvero in un futuro sempre più vicino da un lato e sempre più lontano dallo sfruttamento dei classici sistemi per l?estrazione dell?energia cui siamo, ancora oggi, costretti a sottostare.