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Il fisco frena la diffusione dell’ auto

Il fisco frena la diffusione dell’ auto
da in Mondo auto
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    il fisco frena la diffusione dell' auto

    Parliamo tanto di ripresa dell’ economia italiana, di PIL uguale allo 0,2%, di paralisi dei consumi e di altre congiunture economiche negative, eppure, una strada da intraprendere per rilanciare il settore auto ci sarebbe e nessuno hai mai pensato di attuarla.

    Parliamo della pressione fiscale sul settore automobilistico che frena, pesantemente, l’ estensione del mercato. Nello specifico, l’ Italia è ultima in Europa per quanto riguarda la diffusione dell’ auto aziendale in quanto per il Fisco, l’ automobile, non è considerata un bene strumentale alla stregua di tanti altri, basti soltanto pensare che l’ importo da potersi portare in ammortamento è di 9.038 euro e solo gli agenti di commercio riescono ad ottenere un’ elevazione di questa somma a 20.658 euro.

    Se guardiamo cosa fanno negli altri Paesi dell’ Unione Europea ci accorgiamo che la somma da portarsi in detrazione in Gran Bretagna sale a 17.300 euro, in Francia 18.294, in Irlanda 21.586, in Austria 34.000. Inoltre in tutti gli altri Stati non viene fissata alcuna limitazione al valore ammortizzabile, tranne il Belgio che lo ha fissato, pur senza limitazione di prezzo, al 75% . Ma c’è di più, in Italia, oltre a questa politica restrittiva sul costo di partenza dell’ auto, esistono anche limitazioni molto dure riguardo la deducibilità dell’ I.V.A. e dei costi di manutenzione dei mezzi.

    Il riverbero sulle vendite
    A fronte di una scarsa diffusione dell’ auto aziendale italiana, mai al di sopra del 20% se si escludono le vendite a concessionarie e il mercato dell’ auto a chilometri zero, la sola Gran Bretagna, l’ anno scorso, ha visto una diffusione in questo settore superiore al 53% e ciò è sicuramente dovuto anche alla maggiore elasticità adottata in quel Paese che include l’ auto aziendale anche nelle possibilità offerte ai dipendenti, con una maggior diffusione delle vendite di auto, soprattutto nuove, che alla fine si riverbera in maggiori entrate per il Fisco, non foss’ altro per il maggior gettito dell’ IVA dovuto ai nuovi acquisti.

    Ciò che ci si auspica è equiparare la normativa italiana a quella degli altri Stati membri dell’ Unione Europea, ciò anche considerato il fatto che, un rilancio dell’ industria automobilistica alimenterebbe in maniera sensibile anche l’ indotto attorno ad essa, creando occasioni di lavoro in più e aumento dei consumi tanto auspicati dalle attuali Forze governative, soprattutto nell’ ultimo periodo. Eppure, nel pacchetto dell’ ultima Finanziaria 2006, non si fa menzione alcuna a questa utile opportunità economica.

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