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Il parco auto in Italia ci soffocherà: lo dice il BIPE

Il parco auto in Italia ci soffocherà: lo dice il BIPE
da in Blocco traffico, Car Sharing, Mondo auto
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    Ecco come un umorista delineerebbe l'ingorgo di auto in Italia: un paradosso? mica tanto

    In Italia, in fatto di motorizzazione di massa, paghiamo diversi fattori, il primo, in assoluto, l’enorme pubblicità e il tam,tam massiccio che nel dopoguerra si fece alle quattro ruote, col risultato che, se prima, ogni italiano era invitato a possedere un’auto per tutta la famiglia, col tempo, queste divennero due, poi tre, fino ad una vettura per ogni singolo componente, se va bene!

    Questo, aggiunto alla annosa questione mai risolta del rilancio dei trasporti pubblici, ha portato la società francese di studi economici, Bipe, ha ritenere, in una sua relazione, che, l’Italia, è un Paese invaso dalle auto, in una proiezione che ci vedrà sempre più protagonisti sulle quattroruote, di qui sino al 2015, periodo in cui, il parco auto circolante in Italia continuerà a crescere a dismisura.

    Né il prezzo della benzina basterà a dissuaderci dall’utilizzare mezzi alternativi, né, tanto meno, il traffico impazzito delle nostre metropoli, ciò, nonostante stati europei, come Inghilterra, Francia, Germania che hanno diminuito il chilometraggio con l’auto privata, in ragione, rispettivamente, del: 8%,7% e 4%, mentre in Italia s’è utilizzata l’auto come quando la benzina aveva prezzi più accettabili, ci riferiamo a dieci anni fa.

    Certo su questi dati, non manca l’evidenza del fatto che gli italiani siano abituati, o addirittura viziati dall’auto, al punto di portarsela, se potessero, fin sotto la scrivania dell’ufficio, ma al di là delle estremizzazioni, non si può negare che nel nostro Paese mancano adeguate piste ciclabili, adeguati sistemi di trasporto pubblico, erronei progetti realizzativi atti a creare città a misura d’uomo e che molte metropoli italiane non hanno dato vita ad opere quali le metropolitane e che, più in generale, il traffico su rotaie è penalizzato da una politica secolare di trascuratezza dei trasporti su Ferrovia, insomma, il nostro, è un popolo senza alternativa all’auto.

    Una situazione che, oltretutto, rischia di aggravarsi nel tempo, con quella che lo studio francese dichiara essere il rischio di paralisi totale del traffico se si considera che, a fronte del numero sempre in aumento di vetture circolanti, la nostra rete viaria è la stessa di 30 anni fa e che colloca l’Italia fra le ultime nazioni dell’UE ad avere modernizzato la rete stradale e autostradale, a differenza di quanto fatto, ad esempio, dalla Spagna, che negli ultimi 8 anni, ha visto crescere la rete autostradale del 5%, assimilandola alla Francia.

    E se dunque la nostra rete viaria è ferma da 30 anni, da allora ad oggi abbiamo visto crescere, vertiginosamente, il numero di auto, con oltre 34 milioni e mezzo di vetture che fanno 1,4 auto per abitante, quando nel 1961 ce n’erano 1 ogni 20,1 abitante.

    “La cattiva abitudine di fare un uso eccessivo delle vetture private anche per brevi spostamenti – spiegano infatti all’Automobile Club – è oggi la principale causa della paralisi del sistema dei trasporti e degli ingorghi urbani che quotidianamente paralizzano le nostre città”. Lo conferma anche uno studio della Commissione Europea, secondo cui la media dei nostri tragitti in macchina è di solo 4 km.

    C’è da dire, infine, che, mentre altrove il car-sharing, la possibilità, ovvero, di utilizzo dello stesso messo per diverse persone, cresce, in Italia stenta ad affermarsi, perché in noi, c’è persino un attaccamento morboso alla nostra auto. Risultato, tanto “amiamo” la vettura che, se potessimo, ne vorremo almeno una per segmento di appartenenza, ecco che non sorprende che, solo nella città di Roma, si vende ogni anno un numero di auto uguale a quelle che si vendono in tutta l’Austria….

    Ma alla fine, dove le metteremo tante automobili?

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