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Il pedone….. ha sempre ragione?

Il pedone….. ha sempre ragione?

Cosa dice il Codice della Strada e la Cassazione sui comportamenti del pedone nei confronti dell'automobilista

da in Assicurazione auto, Auto nuove, Codice della strada
Ultimo aggiornamento:

    Pedone

    Nella malaugarata ipotesi di investire un pedone o un ciclista, al di là dell’aspetto emotivo, come ci poniamo di fronte alla Legge?

    Dire che il pedone e di conseguenza il ciclista, ha sempre ragione non è esatto, affermare che ha quasi sempre ragione è più esatto e ciò, per il fatto che il Legislatore, reputa entrambi questi utenti della strada, la parte debole rispetto agli automobilisti.

    Pertanto, nella classificazione di “utente debole”, di cui alla Legge n. 214 del 1/8/2003, rientra quella fascia di soggetti che utilizzano la strada con le proprie gambe o con mezzi a due ruote, limitatamente alle biciclette e ai ciclomotori.

    Tuttavia, ciò non significa che qualunque atteggiamento messo in atto dall’utente debole sia giustificato, tutt’altro, soltanto che, in caso di sinistro fra un’auto e un pedone, o ciclista, dovrà essere l’automobilista coinvolto a dover dimostrare, di fronte al magistrato, di aver attuato tutte quelle procedure atte a scongiurare l’evento e solo quando si riesca a dimostrare che nessun comportamento, anche il più scrupoloso, da parte del conducente di una vettura, sarebbe stato sufficiente a scongiurare l’evento, è possibile addossare il concorso di colpa all’utente debole. Basta solo questo per far capire come sia difficile, in caso di incidente con un pedone, portare a propria discolpa un comportamento ligio non solo alle regole del Codice della Strada, ma addirittura al buon senso, spesso civico, nell’utilizzare la pubblica via.

    Qualche caso in cui il pedone abbia torto
    Una recente sentenza del Tribunale di Perugia, sezione civile, la n. 655/91, ha dato ragione ad un automobilista che ha travolto un pedone che sbucava fra due auto, attraversando la strada senza guardare chi sopraggiungeva.

    Ma attenzione, anche questa decisione, che potrebbe essere illuminante, non ha scaricato del tutto la responsabilità dell’automobilista in questione, ha soltanto addossato una parte della responsabilità anche al pedone e, oltretutto, anche questo, è un evento assai raro.

    Esiste inoltre una sentenza della Corte di Cassazione, IV Sezione Penale, la n. 2789/2000 che ha finanche dato torto ad un automobilista che travolse un anziano pedone che attraversava la strada al sopraggiungere di un auto con semaforo verde. Il Codice della Strada, infatti, non autorizza gli automobilisti, anche quando hanno la precedenza, a non rispettare le esigenze di pedoni, soprattutto se anziani, che non hanno ancora sgomberato la strada o che la impegnano in virtù del loro stato di sofferenza dovuto all’età, del resto, stavolta, senza scomodare la Corte di Cassazione, l’art. 191 del Codice della Strada è chiaro, anche col verde è fatto obbligo di fermarsi laddove le condizioni della strada in quel tratto non sono tali da assicurare l’incolumità di quanti impegnano l’incrocio in quel punto.

    Pertanto, non ci resta che esortare tutti ad una condotta di guida prudente che metta nelle condizioni, in qualsiasi momento e in qualsivoglia situazione, di evitare un pedone, anche il più distratto, ciò, al di là del fatto umano in sé e per sé, per evitare lunghe e spiacevoli diatribe di natura giudiziaria.

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