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Il pilota automatico in auto….. parla italiano

Il pilota automatico in auto….. parla italiano

Una realtà sempre più vicina

da in Auto nuove, Mondo auto
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    Il pilota automatico in auto….. parla italiano

    Un auto che vede, che sente, che avverte il pericolo e che si districa fra gli ostacoli, autonomamente; fantascienza, macchè, realtà e per di più,italiana.

    I risultati di questo complesso studio sono derivati dai lavori eseguiti presso il laboratorio “VisLab”, presso l’Università degli Studi di Parma, diretto dal prof. Alberto Broggi. Il risultato di questo difficile e impegnativo studio, non solo apporteranno indiscutibili benefici in fatto di guida alle vetture, ipotizzando, anche, in un futuro prossimo, la possibilità di dotarci di una sorta di pilota automatico del tipo adottato anche negli aerei, ma avranno, come primo effetto, quello di orientare il guidatore in caso di nebbia o intervenire sullo stesso in caso di colpo di sonno.

    Il merito dello studioso italiano è quello di essere riuscito a mettere in pratica tutta una serie di accorgimenti che hanno suscitato l’interesse di molte Case automobilistiche, soprattutto estere, compreso il Dipartimento della Difesa Americano che si serve del laboratorio di Broggi per condurre ricerche anche fuori dall’ambito prettamente automobilistico. E proprio al Pentagono, lo scienziato è stato invitato per presentare gli ultimi sviluppi del suo articolato lavoro.

    “Sono poche le realtà come la nostra, ha detto Broggi – che attraggono gli interessi delle industrie straniere (e anche i loro finanziamenti) e che fronteggiano il problema della ‘fuga dei cervelli’: è indiscutibile che i finanziamenti per la ricerca in Italia sono estremamente ridotti ed è per questo che chi desidera fare ricerca viene generalmente attratto dall’estero, dove i finanziamenti rendono la ricerca più facile e gradevole. Nel caso del nostro laboratorio, invece, gli sforzi che abbiamo compiuto nei primi anni della nostra storia ci hanno portato ad assumere una posizione di spicco in ambito internazionale ed ora sono le industrie straniere ad investire in noi, finanziando la nostra ricerca direttamente in Italia. In altre parole, non siamo noi a doverci adattare ad emigrare all’estero per inseguire il danaro per la ricerca, ma è la nostra attività che attira i finanziamenti stranieri in Italia.

    E questo, di cui vado molto fiero, accade molto raramente”.

    A sottolineare la eco riscossa dalle acquisizioni dello scienziato, la Darpa Grand Challenge 2005”, ovvero la produzione, per intanto solo in via sperimentale, di una sorta di vettura intelligente in grado di viaggiare, senza l’ausilio dell’uomo, in percorsi disseminati da ostacoli di ogni tipo, compresi terreni accidentati e percorsi da fuoristrada. Proprio questo particolare veicolo ha consentito a Broggi di classificare la propria creatura fra i primi 5 di ben 200 contendenti che avevano partecipato ad iniziative similari. Il veicolo in causa era dotato di visione artificiale che ha raggiunto la meta prefissa senza causare incidenti o avere problemi durante l’intero percorso. Terra Max, questo il nome della vettura, si è servito lungo tutto l’esperimento, di sensori in grado di materializzare ogni ostacolo, in modo da schivarli, agendo in condizione di totale autonomia.

    “L’unico rammarico – conclude il prof. Broggi – è che la nostra attività di ricerca, portata avanti quasi esclusivamente con l’estero, non porterà frutti al nostro Paese, ma anzi, aumenterà la competitività delle industrie straniere a scapito della produttività italiana”.

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