Impianti a gas: presto il sistema gasolio/metano

Impianti a gas: presto il sistema gasolio/metano
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L’Azienda Landi Renzo

Due notizie molto importanti ci giungono dalla Landi Renzo, azienda leader nel settore dell’impiantistica a GPL.

La prima riguarda la Volkswagen Golf sesta serie che potrà essere presto venduta anche con impianto a gas di serie così come sarà anche possibile procedere all’istallazione di questo impianto anche dopo l’acquisto di questa vettura.

Ma sensazionale è l’altra notizia, ovvero quella che ci indicherebbe come allo studio ci sia la realizzazione di un’auto bi-fuel, gasolio/metano, una possibilità questa che si aggiunge alla prima realizzazione di impianti diesel/metano per autocarri e che oggi sta per vedere la luce anche nelle auto dove è necessario ridurre tuttavia il rapporto di compressione.

Le vetture che adotteranno propulsori gasolio/metano al quale stanno già lavorando alla Landi, ad esempio adesso hanno sottomano un propulsore di 3,0 litri di cilindrata a quattro cilindri, non potranno utilizzare il metano tal quale così come si ritrova nelle colonnine ma dovranno impiegare una miscela di gasolio e gas insieme.

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Sab 04/07/2009 da

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Luca 6 luglio 2009 15:53

La composizione del parco auto in Italia sta cambiando. Le berline e le auto scoperte piacciono sempre meno, mentre a riscuotere più successo sono le citycar: piccole, pratiche e meno costose anche quando si parla di carburante. Ad analizzare la nuova struttura del mercato in Italia è l’UNRAE, l’Associazione che rappresenta le Case estere operanti nel nostro Paese, che si è basata sulle immatricolazioni del 2008.

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Damiano 6 luglio 2009 15:54

Nell’anno della crisi, costata al settore 5,5 miliardi di euro, il segmento delle citycar è l’unico che è cresciuto (+3% di quota di mercato al 2007) insieme al numero delle auto alimentate a carburanti alternativi (GPL o metano), mentre la vendita ai privati è crollata.

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Franco 6 luglio 2009 15:56

Dall’analisi dei dati emerge che gli automobilisti hanno sempre più bisogno di auto di piccole dimensioni, dal piccolo prezzo, bassi consumi e bassi costi di gestione, magari con motorizzazioni Euro 4 che gli permettano di muoversi in città anche coi i blocchi del traffico.

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Giovanni 6 luglio 2009 15:57

il segmento A, ovvero quello delle city car, nel 2008 ha aumentato la propria quota di mercato (che ha raggiunto il 20,5%, guadagnando oltre 3 punti rispetto al 2007).

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Michele 6 luglio 2009 15:58

le vetture di questa categoria sono passate dalle 437.420 unità del 2007 alle 446.313 dello scorso anno (+2%). Analizzando il fenomeno su base regionale, il maggior successo è stato registrato in Campania (28,55%) e in Sicilia (28,5%), due regioni caratterizzate da un parco circolante più vecchio ed una non elevata disponibilità economica.

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Gigi 6 luglio 2009 15:58

Riguardo all’alimentazione, le vetture “preferite” del 2008 sono state quelle bi-fuel, cioè quelle a benzina-GPL (74.655) oppure benzina-metano (79.708).

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Carlo 6 luglio 2009 15:59

Gli italiani le hanno scelte sia per via dalla presenza di incentivi al loro acquisto sia per via del vertiginoso aumento dei costi del diesel e della benzina, che hanno seguito il costante rialzo del petrolio.

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Agostino 6 luglio 2009 16:00

Da non trascurare poi c’è l’aspetto ecologico, perché si tratta di alimentazioni a basso impatto ambientale. Importante, a questo proposito, è il fatto che nel 2008 le auto bi-fuel, insieme alle ibride e alle elettriche, hanno registrato una crescita assoluta di circa 63 mila immatricolazioni, pari ad un incremento del 66,5%, con una quota di mercato sul totale dell’immatricolato praticamente raddoppiata (dal 3,8% al 7,3%)

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Marco 6 luglio 2009 16:01

Nella distribuzione per regione di questa importante crescita, si distinguono l’Emilia Romagna per il GPL (5,56% dell’intero immatricolato) e le Marche per il metano (14,21%), ove si registra la distribuzione più capillare rispettivamente di GPL e di metano.

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Pierluigi 6 luglio 2009 16:02

L’ultimo aspetto che nel 2008 ha caratterizzato il mercato italiano dell’auto è la vendita ai privati: diminuita significativamente.

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Mirko 6 luglio 2009 16:05

Per le caratteristiche di funzionamento del diesel, questi motori trasformati non potranno viaggiare con metano puro ma con un mix in quantità variabile – dipende dal numero di giri e dalla posizione dell’acceleratore – di gas naturale e gasolio.

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Pasquale 6 luglio 2009 16:05

L’impianto non richiede importanti modifiche meccaniche al propulsore. Per il momento, la joint-venture tra Landi Renzo e VM Motori è rivolta alla trasformazione a gas dei veicoli industriali leggeri. Se l’operazione avrà successo, in un secondo tempo verrà trasferita anche sulle vetture.

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Andrea 6 luglio 2009 16:06

Già adesso, alcuni mezzi pubblici di molte grandi città viaggiano con alimentazione bifuel.

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Mario 6 luglio 2009 16:07

Ma i motori diesel di autocarri e autobus devono ridurre il rapporto di compressione e aggiungere le candele con relativo impianto di accensione per poter essere trasformati a metano.

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Stefano 6 luglio 2009 16:07

Landi Renzo vorrebbe ovviare a ciò per poter realizzare impianti a gas efficienti e dai costi non esorbitanti.

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Valentino 6 luglio 2009 16:08

si ma i motori dei bus che gia’ sono per strada cosa sono?? o i vari furgoni che vanno a metano ?? Questa tecnologia credo esista già…

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Luigi 6 luglio 2009 16:09

In realtà esiste una trasformazione che prevede 75% di metano e 15% di gasolio per l’accensione. Non richiede modifica del rapporto di compressione e tanto meno l’aggiunta di candele. Peccato che ci si sia fermati ai diesel vecchio stampo (niente common-rail) e soprattutto che in italia sia illegale.

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Piter 6 luglio 2009 16:10

Un diesel trasformato a gas è enormemente più efficiente di un benzina a metano a causa dell’alto rapporto di compressione.

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Giacomo 6 luglio 2009 16:10

interessante per i mezzi pesanti e gli autobus dal punto di vista di un minor inquinamento, ma mi chiedo se ne valga veramente la pena per una normale vettura… come saranno i consumi rispetto a un moderno diesel?

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Toni 6 luglio 2009 16:11

Ad esempio già in tutte le centrali di cogenerazione si utilizzano motori diesel navali convertiti a metano. Bisogna solo mettere a punto la tecnologia su motori più evoluti tipo i commonrail automobilistici e non penso che ci sarebbe bisogno della percentuale di gasolio nel funzionamento normale. Solo x l’avvio poi basta.

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Francesco 6 luglio 2009 16:12

Il motore diesel consuma poco di suo, con il metano ancora meno e il metano costa pochissimo e non è controllato dall’opec. Noi andremo benissimo ma al di fuori degli utenti a chi gioverebbe? Si potrebbero fare tante cose se non ci fossero le lobby…

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Umberto 6 luglio 2009 16:13

conviene alla Landi Renzo che ti vende l’impianto e alla VM che ti vende i motori. Basta con ste teorie complottistiche. O sei di quelli che pensano che esiste il motore ad acqua ma la CIA ha insabbiato tutto?

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Massimo 6 luglio 2009 16:13

Il gasolio serve nel normale funzionamento e non solo all’avvio perchè il metano (come la benzina) non va bene con l’accensione spontanea per compressione, a meno di non voler aggiungere le candele che è proprio quello che vogliono evitare

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Giuseppe 6 luglio 2009 16:15

Io spero di vedere un vero motore a ciclo Diesel a solo metano. Penso sia solo un problema di “regolazione”.

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Gabriele 6 luglio 2009 16:16

Con le pressioni raggiunte dai comon rail si dovrebbe poter giungere ad una buona autoacensione anche del metano. Penso che il punto dolente della situazione sia la mancanza di distribuzione che blocca diffusione e rende rischioso investire in un motore che poi deve girare “solo” a metano.

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Roberta 6 luglio 2009 16:16

Sono almeno 40 anni che nelle centrali di cogenerazione i motori diesel vengono fatti andare a metano. Ora se nel 2009 siamo ancora in una fase iniziale x avere il metano in un motore diesel automobilistico qualcuno che blocca queste idee c’è. il problema non è la percentuale di gasolio che servirà ma PERCHE’ NON CI HANNO PENSATO PRIMA?

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Amedeo 6 luglio 2009 16:17

onore a Landi e alla Vm che si scontrano con lobby potentissime che tarpano le ali a tutti questi “inventori”. Non mi meraviglierei che cadesse tutto in un E’ IMPRATICABILE SONO PIU’ GLI SVANTAGGI DEI VANTAGGI, il metano è ad oggi fuori dal controllo dell’opec che indirizza le case automobilistiche nelle loro scelte.

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Renato 6 luglio 2009 16:18

cmq esistono da sempre motori giganti per produzione di energia elettrica, che funzionano sia a metano che gasolio… e poi, come ha detto qualcuno, spesso si usano motori navali progettati per andare a gasolio, adattati per funzionare con gas metano… per esempio, io ne ho visti parecchi nelle macchine per climatizzazione industriale rooftop (container che vanno sul tetto dei capannoni), collegati al normale metano civile di strada…

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Guido 6 luglio 2009 16:19

ma il metano ha un altissimo potere antidetonante, non può andare d’accordo con il ciclo diesel, ci vogliono le candele allora diventa un normale ciclo otto.

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Paolo 6 luglio 2009 16:20

Vedremo che succede, mi sembra comunque buono il fatto che due aziende italiane investano in ricerca. Siamo sempre i meglio, non ce nè per nessuno!

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Oscar 6 luglio 2009 16:21

guardate che i motori diesel alimentati anche a gas esistono da decenni e decenni, hanno scoperto l’acqua tiepida…

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