Impianti a gas: sono davvero sicuri?

Impianti a gas: sono davvero sicuri?

Tuttavia i dubbi restano, complice non soltanto il fattaccio di Viareggio, dove le responsabilità ci saranno ma andranno ricercate altrove piuttosto che sulla pericolosità del GPL, a farceli aumentare è invece il retaggio lasciatoci dalle quasi scomparse bombole per uso domestico, spesso teatro di vere e proprie tragedie al pari, almeno per violenza, a quella avvenuta due giorni fa nella città Toscana

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    Diciamoci la verità, dopo il tragico incidente di ieri l’altro alla stazione di Viareggio quando una parte di un convoglio che trasportava vagoni carichi di GPL è letteralmente esploso causando la morte di 17 persone ed il ferimento di decine di altri poveri cristi con l’unica colpa di trovarsi nelle immediate vicinanze del luogo della disgrazia, chi si stava orientando o stava per firmare un contratto per l’acquisto di un’auto alimentata a GPL o metano, qualche piccola incertezza circa la scelta operata o operanda, l’avrà avuta.

    Vero è che in pochi avranno pensato di disdire il contratto, se già firmato, ma più di una persona avrà cominciato ad arrovellarsi la mente sull’interrogativo se tali impianti sono o meno sicuri, come promettono i costruttori.

    D’altro canto, se dubbi verranno, il numero di coloro che si sono orientati verso la scelta del gas per autotrazione è tanto elevato,stante l’aumento esponenziale di chi si è convertito a GPL o metano, complicigli incentivi per la rottamazione sommati a quelli previsti per chi sceglie auto ecologiche, che hanno fatto si che gli impianti a gas previsti sulle auto di prima immatricolazione sono aumentati di una quota prossima al 70%, che dovremo farcene una ragione sul problema sicurezza pensando che difficilmente si sarebbe potuto dare il via libera alla realizzazione di auto bi-fuel in assenza di quei requisiti primari di conformità degli impianti.

    Tuttavia i dubbi restano, complice non soltanto il fattaccio di Viareggio, dove le responsabilità ci saranno ma andranno ricercate altrove piuttosto che sulla pericolosità del GPL, a farceli aumentare è invece il retaggio lasciatoci dalle quasi scomparse bombole per uso domestico, spesso teatro di vere e proprie tragedie al pari, almeno per violenza, a quella avvenuta due giorni fa nella città Toscana.

    Da parte loro i costruttori di auto tranquillizzano gli utenti che hanno scelto le auto bi-fuel sulla scorta delle evidenze che ci mostrano come da almeno 8 anni gli impianti a gas delle auto siano sicure, addirittura più di quelle a benzina.

    Il motivo risiede tutto nelle tre valvole di sicurezza, la prima che arresta l’alimentazione al momento in cui si spegne il motore, la seconda e la terza d’emergenza che agiscono in modo da evitare l’esplosione dell’impianto stesso. La sicurezza dell’impianto a gas e a metano, che per altro sono soggetti a controlli periodici, anche se su questo punto circa la bontà delle verifiche, visto come spesso si fanno a volte in Italia, non si sa fino a che punto ci si può fidare, è tale che se l’auto dovesse incendiansi vero è che le fiamme possono investire qualcuno nelle immediate vicinanze, ma al pari di quanto avvenga con le auto a benzina, l’esplosione dei serbatoi di qualsivoglia contenuto insieme a tutta la vettura è più una scena da film americano che un fatto reale.

    Dunque, c’è da fidarsi degli impianti bi-fuel, almeno così ci dicono gli esperti; ma se non ne siamo ancora convinti, guardiamo il video.

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