In Cina la patente solo a chi la merita

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    In Cina la patente solo a chi la merita

    Se una legge simile l’avessimo anche da noi, basterebbe poco e ci ritroveremmo con una sorta di guerra civile, in Cina, invece, dove le cose si decidono e poi, eventualmente si chiede alla collettività che ne pensa, è stata approvata una normativa che prevede che più delle regole di guida bisogna imparare i comportamenti; dunque, conseguire la patente in Cina equivale più o meno ad un concorso pubblico dove si esaminano i requisiti fisio-psico-attitudinali del candidato; non serve che si sappia guidare come un campione di Maranello, piuttosto ci si dovrà comportare, alla guida, con coscienza, chi non ha questi requisiti, va a piedi.

    Nello specifico, la patente cinese prevede, fra le altre cose, in sede di conseguimento, che il candidato sia sottoposto a ben 13 prove, una di queste considera anche la guida notturna, poi, il modo come ci si comporta in prossimità di un incrocio e in fase di sorpasso e, per chi abita in montagna, altri duri test, guida con la neve, su fondo bagnato, su discese impervie e con tornanti, sono la base necessaria per chi vuole l’agognato documento, chi sgarra…. paga, ovvero usa l’autobus e non guida, proprio.

    Qualcuno critica che tale rigidezza sia stata attuata dopo l’enorme numero di incidenti che ha visto perire sulle strade tante persone quante quelle di una guerra; quasi 90.000 vittime nel solo 2006, ma, seguendo la logica del “non è mai troppo tardi”, dal 2 aprile, si cambia registro e, in effetti era anche ora, perché, se fosse vero ciò che ha accertato l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel Paese della Grande Muraglia, il numero di vittime è ben al di sopra di quello che i governanti ammettono, visto che le stime parlano di oltre 200.000 vittime all’anno; dunque, ben vengano le nuove e rigide norme, il riassetto della mobilità stradale e le maggiori tecnologie in uso agli agenti della Polizia della Strada.

    Servirà tutto questo a riportare le cose nella normalità? speriamo e, nel frattempo, guardiamo concretamente il da farsi anche a “casa nostra”, dove poco abbiamo da invidiare agli altri!