In fila per il parcheggio: niente cintura, lo dice la Cassazione

In fila per il parcheggio: niente cintura, lo dice la Cassazione
da in Mondo auto, Sistemi di sicurezza
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    Sembra scontato e invece c’è persino quel vigile che si è preso la briga di multare, con tutte le conseguenze del caso, un automobilista che non indossava le cinture, mentre era in fila per parcheggiare.

    Ebbene, l’ha avuta vinta l’automobilista che si è visto annullare la sanzione e le pene accessorie dalla Corte di Cassazione, Seconda Sezione Civile, che, con Sentenza n. 9674 ha rigettato la sentenza del Giudice di Pace di Cesena che dava torto al cittadino in questione.

    Secondo la Suprema Corte, infatti,”la norma in discussione posta a tutela della sicurezza degli occupanti del veicolo in previsione d’eventuale collisione od uscita di strada o brusca frenata od altri eventi comunque tali da determinare un repentino spostamento del corpo dei detti occupanti ed un urto dello stesso all’interno della vettura od una fuoriuscita dall’abitacolo, ha la sua ratio nel prefigurare situazioni nelle quali il movimento del veicolo nel quale si trovano i soggetti tutelandi, od anche di altri veicoli circolanti, possa determinare gli eventi alla cui prevenzione è intesa”. Ma quando, sempre secondo la Cassazione, “ la situazione sia tale da escludere che tali eventi possano verificarsi”, come nella specie, “laddove il veicolo si trovava fermo in fila con altri veicoli in attesa di accedere ad un parcheggio quando vi si fossero resi disponibili i posti necessari, quindi nè in moto continuo sia pur lento nè con sollecite riprese della marcia, nè, ancora, in presenza d’altri veicoli in marcia che potessero determinare un urto pericoloso, la norma stessa non può trovare applicazione, non ricorrendone i presupposti oggettivi voluti dalla sua ratio interpretata secondo logica”.

    Insomma, secondo i Supremi Giudici, che pericolo poteva correre quell’automobilista a seguito del mancato utilizzo della cintura se l’andatura era pressocchè nulla e se il luogo dell’infrazione era prossimo ad un parcheggio dove l’auto sarebbe stata fermata?

    Ben venga, dunque, la decisione della Cassazione, ma ci viene da pensare ai costi a carico della Pubblica Amministrazione al verificarsi di questi fatti, quando sarebbe auspicabile, da parte delle Forze dell’Ordine, un minimo di elasticità mentale che evitasse il ricorso ai Tribunali per far valere i propri diritti quando, come in questo caso, sono palesemente calpestati dalla testardaggine di un rappresentante dello Stato.

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