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In moto si muore, soprattutto in città

In moto si muore, soprattutto in città

Una strage silenziosa nelle nostre città

da in Confisca-Moto, Mondo auto, Sicurezza Stradale
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    L'ennesimo incidente in moto all'interno della città, 90 su 100 avvengono proprio nei centri urbani

    Dati allarmanti che fanno riflettere e che soprattutto lasciano sgomenti; sulle “due ruote” si muore, eccome e, senza tralasciare le cause che il più delle volte sarebbero evitabili se i molti che guidano le moto lo facessero con coscienza, indossando il casco e guidando con criterio, esiste una realtà collaterale, di cui si parla poco, perché se se ne parlasse abbastanza, metterebbe troppo a nudo l’immobilismo di troppe Amministrazioni Locali, il degrado di chi ha in carico il bene di tutti, le strade ad esempio ed i servizi pubblici per la mobilità e allora si preferisce additare ai motociclisti, in generale, tutta la responsabilità per il dato scandaloso di mortalità sulle strade, coprendo responsabilità, che molte volte, non sono solo dei centauri.

    E così scopriamo, grazie ad un lavoro del mensile “Due Ruote”, che se è vero che molti sinistri stradali in moto avvengono per la spropositata potenza delle moto, ci accorgiamo, anche, che la stragrande maggioranza degli incidenti più gravi avviene in città e non solo in occasione di tour da parte di motociclisti in erba, tutte accelerate e impennate, ma nel tragitto che separa casa dal lavoro e l’incidenza di quest’eventualità è altissima, 90 incidenti su 100, dove sono coinvolte le moto, avvengono proprio all’interno del perimetro urbano.

    Sotto accusa le strade, veri e propri colabrodo, con rattoppi malamente eseguiti per coprire vecchie buche che, prima o poi riaffiorano, dislivelli pericolosissimi, crepe, dove la ruota di una moto ci finisce sovente, incroci “ciechi” e, chi più ne ha più ne metta. A questo si aggiunga la quasi costrizione, per molti, di adoperare lo scooter per recarsi al lavoro, stante l’endemico disagio della maggior parte delle città italiane; pochi parcheggi, sovraffollamento, servizi pubblici da Terzo Mondo.

    A tutto ciò mettiamoci anche la scarsa preparazione alla guida dei motociclisti che non vengono assistiti da un esame completo in sede di conseguimento della patente, la scarsa attenzione degli altri utenti della strada, a “quattro ruote” e la maleducazione di troppi giovani in moto incuranti delle regole più elementari di vita comune, anche in strada e l’insalata è bella che…. condita!

    Risultato, tragico! Secondo l’indagine di “Due Ruote”, si muore nella fascia d’età compresa fra i 20 e i 65 anni, dalle 7 alle 9 e dalle 16 alle 18, all’interno delle città, ad una velocità che non supera, spesso, i 40 orari e, quasi sempre, per andare al lavoro.

    Qualcuno dovrebbe anche vergognarsi!

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