Incentivi auto 2010: l’UNRAE lancia un appello al governo

Incentivi auto 2010: l’UNRAE lancia un appello al governo

Gli incentivi auto 2010 probabilmente non saranno rinnovati

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    L’UNRAE, Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri, di fronte alla reticenza del governo in merito agli incentivi auto 2010, ha deciso di agire senza intermediari. Dopo aver paventato più volte l’apocalisse del settore automobilistico, i brand esteri hanno deciso di rivolgersi direttamente a chi di dovere. Con una lettera aperta a Silvio Berlusconi in persona, il Presidente dell’UNRAE Loris Casadei ha espresso il suo disappunto per aver assistito a un’ingiusta discriminazione.

    Parliamo ovviamente dei costruttori tedeschi, americani, francesi e così via, che attingeranno solo dolore dall’operato del governo. I posti di lavoro non li perderanno soltanto gli operai di Fiat, la voragine rossa non sarà scavata solo nel bilancio del costruttore italiano. Quindi “caro Silvio” sappi che anche i costruttori esteri cadranno, e con essi tutto ciò che di italiano vi gravita attorno.

    La lettera è stata indirizzata anche a interlocutori più specifici, Ministri e Sottosegretari. L’ipotesi di non rinnovare gli incentivi auto 2010 ha messo tutto il comparto in allarme. Il calo nelle vendite comincia a far male, già dal trascorso mese di gennaio.

    E se questa pausa è, come si suol dire, “di riflessione”, che il fatturato mensile da poco registrato dalle case automobilistiche serva da lezione.

    Ma la cosa peggiore è l’incertezza, afferma Casadei. Un giorno arriva una bozza che ripropone la formula del 2009, il giorno dopo i vertici dell’economia nazionale cambiano idea, l’altro ancora gli stakeholder fanno a turno per far sentire i propri appelli.

    Secondo Casadei, se gli incentivi auto non dovessero essere rinnovati potremmo quantificare perdite pari a 10.000 posti di lavoro, tagliati da un giorno all’altro. Il che equivarrebbe a una perdita di 4,6 miliardi di euro e 800 milioni di gettito d’IVA per le casse statali.

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