Incentivi auto 2010: la protesta del metano

Gli incentivi auto 2010 sono in forse

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    Forse gli incentivi non saranno rinnovati. Il governo è sempre più reticente; non solo non da certezze, ma si allontana sempre di più dall’obiettivo. A noi consumatori avrebbero fatto comodo altri aiuti fiscali, soprattutto peracquistare le auto ecologiche con la scusa di rottamare le vecchie ciminiere. Ma il discorso non si ferma ai nostri “piccoli” acquisti, bensì si fa più ampio.

    Da una parte c’è il governo, che accusa l’impianto di agevolazione fiscale di aver contaminato il mercato, ormai incapace di andare avanti senza la sua “droga”.

    Dall’altra c’è il mercato stesso, che mette sul piatto della bilancia l’intera struttura economica nazionale.

    Senza incentivi non vi sarà solo un crollo delle vendite, ma un deperimento del mercato occupazionale, che metterà in crisi l’Italia intera. Forse è troppo presto dicono invece i meno drastici, forse è meglio dare alle case automobilistiche qualche spintarella ancora per alcuni mesi. Tra le preoccupazioni maggiori vi è quella per la diffusione del metano.

    Sappiamo che Fiat contava parecchio sull’aiuto del governo per promuovere come si deve la sua gamma Natural Power di auto a metano, e nei piani del governo vi erano appunto aiuti maggiorati per gli acquisti a gas metano. Ma Scajola deve aver cambiato idea, visto il ritiro, almeno parziale, della proposta che abbiamo presentato pochi giorni fa.

    Se gli incentivi auto 2010 non dovessero andare in porto “lo sviluppo del metano per autotrazione si fermerebbe” irrimediabilmente, ha paventato Dante Natali, presidente di Federmetano, lanciando un appello disperato al Ministero. “Il metano, poi, garantisce altissimi standard di rispetto ambientale, contribuendo allo stesso tempo a soddisfare una domanda di mobilità sempre crescente. Inoltre – continua Natali – garantisce l’annullamento di numerose e pericolose emissioni inquinanti”.