Incentivi auto: sgravi fiscali in arrivo per nuove vetture private?

Incentivi auto: sgravi fiscali in arrivo per nuove vetture private?

Si sta parlando di nuovi incentivi per le auto nuove dei privati

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    Sgravi fiscali auto nuove

    In arrivo incentivi auto per nuove vetture? Dopo anni di percentuali negative a due cifre, il mercato dell’auto, che è stato in vertiginoso calo negli ultimi tempi, potrebbe avere una nuova boccata di ossigeno. Il tutto ha solo la forma della proposta, ma sembra che si stia lavorando della giusta direzione al Governo. Maurizio Lupi, Ministro dei Trasporti, ha rilasciato delle dichiarazioni in merito al tema di incentivi fiscali per l’auto, il tutto in occasione di un intervento ad un evento organizzato dall’Anas. Il Ministro ha dato nuova speranza ad un settore che da solo produce il 12% del PIL nazionale, con oltre un milione di lavoratori occupati.

    Se dovesse esserci l’ok da parte del Tesoro, potrebbero essere inseriti alcuni provvedimenti già nello “Sbloccaitalia“. In primo luogo c’è la volontà di rinnovare il parco di mezzi pubblici, oramai decisamente obsoleti su certi fronti. “In Germania - ha detto Lupi - c’è stato un momento in cui lo Stato ha deciso che non potessero più circolare mezzi pubblici con un’età molto vecchia: noi stiamo lavorando su Euro 0, Euro 1 ed Euro 2, dobbiamo accompagnare un provvedimento di questo genere degli strumenti che possano permettere il rinnovo”. Nello specifico si parla di incentivi fiscali, per rendere possibile questo rinnovamento.

    Ma non finisce qui: la notizia più interessante per il cittadino comune riguarda il discorso relativo alle auto dei privati. Il Ministro ha detto che stanno pensando a “strumenti diversi dagli incentivi classici, sul modello delle ristrutturazioni edilizie. Le norme che più stanno funzionando nel nostro Paese sono quelle legate alla defiscalizzazione, che non sono un incentivo classico, un contributo a fondo perduto, ma sono la modalità con cui si utilizza la leva fiscale per incentivare il cittadino a raggiungere un obiettivo che lo Stato gli pone”. “Stiamo lavorando e stiamo studiando perché questo significa fare politica industriale nel nostro Paese trovando strumenti che non siano quelli dell’incentivazione tradizionale, ma utilizzando la defiscalizzazione”, ha continuato. L’intervento si è concluso promettendo che “con il ministro Guidi, dovremmo arrivare a una sintesi per provvedimenti che riguardino sia i mezzi pubblici che privati”.

    Insomma: sgravi fiscali per rendere di nuovo possibile acquistare un’auto nuova da parte dei privati, attanagliati dalla crisi. In ogni caso ci sono già le prime perplessità in merito. Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, si è detto in primo luogo contento dell’attenzione al discorso auto: “non possiamo che plaudire all’iniziativa del ministro Lupi. Il nostro settore, che fattura il 12% del PIL, partecipa alle entrate fiscali complessive per il 17% e occupa 1.200.000 addetti – con la filiera allargata – da tempo sta attendendo dalla politica delle risposte”. Tuttavia “quanto dichiarato del ministro Lupi, che ringraziamo insieme al ministro Guidi, va benissimo per i clienti azienda, ovvero le partite Iva, avvezzi agli strumenti della deducibilità e detraibilità. A nostro avviso però, come spiegato in tutte le sedi istituzionali, non funzionerebbe con i privati. Anche perché, a differenza dell’edilizia, nel nostro comparto non c’è un ‘sommerso’ da far emergere. Motivo per il quale quei provvedimenti erano stati concepiti per i privati”.

    “Sui privati Federauto ha presentato una proposta alternativa che vedrebbe il cliente che acquista un autoveicolo riconoscersi un forte vantaggio, tutto e subito. Soprattutto perché il primo problema che una famiglia deve affrontare è la crisi di liquidità. Chiedo quindi una grande attenzione su questo argomento perché si corre il rischio di utilizzare risorse pubbliche senza vendere neanche un autoveicolo in più. Mi riferisco sempre specificamente al mercato dei privati, ossia delle famiglie. Concludo con una richiesta ossia quella di comunicare il risultato – se ci sarà un risultato – a cose fatte. Altrimenti corriamo il rischio di creare una aspettativa che blocca un mercato già asfittico”, ha concluso Filippo Pavan Bernacchi.

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