Incidenti stradali: da nona a quinta causa di morte, eppure…

Eppure, facciamoci caso, al di là delle ondate di informazione che riportano ogni giorno un nuovo incidente verificatosi qua e là, nessuno alla fine sente a sé questo problema, forse perché ritenuto lontano finchè non ci si incappa, forse perché si parte dall’idea che l’incidente debba riguardare sempre qualche altro e mai noi, fatto sta però che nel mondo,

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    incidente stradale

    Chi non ricorda il clima di paura che certe immagini, raffiguranti ospedali in fermento, personale medico e paramedico trafelato di qua e di là, con tanto di mascherina al viso,diffuse a volte con arte al momento giusto per creare scompiglio fra la gente, servivano a ricordarci il pericolo incombente della Influenza A. Si è continuato con incessanti proclami a proposito dei vari morti avvenuti qua e là in Italia a seguito del contagio del virus fino a dire, Topo Gigio permettendo, che il peggio pareva essere passato.

    Ciò per dire che, di norma, al di la del terrorismo psicologico, l?influenza stagionale, pur se dovendo ammettere quest?amara verità, è un?evenienza ciclica e naturale che uccide chi, prima o poi, sarebbe morto per altra causa e, dunque, fa parte delle cose della vita. In parte questo tipo di pandemia si può prevenire con il vaccino, tenere a bada con gli antivirali e gli antibiotici per curare le infezioni sovrapposte, ma, nonostante il delirio di onnipotenza che affligge noi appartenenti al mondo del 21 esimo secolo, anche l?influenza fa parte delle cose della natura che, per lo meno, conosciamo. Eppure tanta paura, in parte giustificata, in larga parte no, riusciamo a svilupparla di fronte ad una patologia che in Italia fa circa 8.000 morti e nel mondo circa 500 mila, rispetto alla quale, passata la prima apprensione, non riusciamo più a considerare un allarme sociale, dimenticandoci però che durante l?acme dell?informazione sulle pandemie, in certi casi riusciamo ad assumere comportamenti parossistici, incontrollati e spesso irragionevoli. ( mancata partecipazione ai funerali di gente morta per influenza, bambini tenuti a casa per paura del contagio, vendite stratosferiche di disinfettanti e fazzolettini imbevuti e tante altre precauzioni a volte persino insensate ).

    E che dire invece degli incidenti stradali con il proprio spaventoso tributo di sangue che si portano appresso e drammaticamente evidenziato dal dato dell?Organizzazione Mondiale della Sanità, quando ci informa che nel mondo periscono per questa causa un milione e 200 mila morti e si feriscono, a volte in maniera permanente, più di 50 milioni di persone. Eppure, facciamoci caso, al di là delle ondate di informazione che riportano ogni giorno un nuovo incidente verificatosi qua e là, nessuno alla fine sente a sé questo problema, forse perché ritenuto lontano finchè non ci si incappa, forse perché si parte dall?idea che l?incidente debba riguardare sempre qualche altro e mai noi, fatto sta però che nel mondo, l?incidentalità stradale è passata dal nono posto, come causa di morte, al quinto posto da qui ai prossimi vent?anni in assenza di interventi seri, mirati ed energici da parte delle nazioni.

    Se ne è parlato a Mosca, nella sede della Conferenza Mondiale della Sicurezza Stradale indetta dall?Onu, cui ha partecipato anche l?Asaps ed in quella sede s?è sottolineato un fatto drammaticamente serio, ovvero, che alla fine i comportamenti dei singoli di fronte a certe minacce sono più pilotati da interessi strategici da parte di quella o quell?altra organizzazione con scopi non sempre umanitari, che pilotano le nostre scelte ed i nostri precisi allarmismi, piuttosto che dalla consapevolezza di correre un vero pericolo, basti guardare l?allarme spesso infondato su determinate malattie.

    Di fronte all?incidentalità stradale che in certi Paesi nel mondo oltre a rappresentare un vero allarme sociale, ha dei costi in termini economici spaventosi, che si fa?. si continuano a vendere auto potenzialmente in grado di superare l?alta velocità ferroviaria, per poi ammettere che non si possono superare velocità consentite di 130 km/h in larga parte delle autostrade; si continuano ad inviare messaggi inneggianti la potenza, le prestazioni,ancora una volta la velocità e, escluso qualche simposio qua e là, qualche ?leggina? promulgata di tanto in tanto più per contentare qualcuno che per vera utilità, null?altro si fa che?. tirare a campare! ma che senso ha tutto cio??