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Incidenti stradali: la terribile mattanza dei pedoni

Incidenti stradali: la terribile mattanza dei pedoni
da in Incidenti Auto, Mondo auto
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    Troppi gli incidenti ai pedoni in città

    Troppi gli incidenti ai pedoni in città

    Una sorta di silenziosa mattanza quella che si consuma sulle nostre strade urbane, che suscita meno clamore dei mega tamponamenti e degli incidenti stradali multipli per il fatto che, per una perversa reazione individuale, un morto fa meno impressione di dieci o più, eppure, se è la somma che fa il totale, 703 morti e 18.994 feriti è un terribile dato che dovrebbe farci riflettere, perché è la somma dei pedoni, arrotata, sfigurata, ammazzata, nelle nostre strade.

    Certo, si dirà, nel 2002 erano 1.188 i morti e 17.265 i feriti, segno che qualcosa sta cambiando, grazie all’inasprimento delle sanzioni e forse anche ai maggiori controlli e attenzioni che si rivolgono agli automobilisti anche all’interno delle città, ma si può dire che 700 morti all’anno sono tollerabili in un’era in cui le auto sono dotate sempre di più sofisticati sistemi di sicurezza in grado di accorciare i tempi di frenata, rendendola anche più efficace rispetto ad un ventennio fa, oppure, alla base c’è troppa incoscienza e troppo poco rigore per chi usa l’auto da criminale?

    Come è possibile che per certuni procedere in prossimità di scuole, di grossi agglomerati urbani, di passaggi pedonali non induce alcun effetto atto a diminuire la velocità e a guidare con attenzione. Perché se è già incredibile contare 9.000 morti e 300.000 feriti ogni anno sulle strade ascrivibili ad incidenti fra auto, sui quali pesa anche lo stato delle nostre strade, è ancora più sconcertante apprendere che all’interno del perimetro cittadino non si riesca a non centrare in pieno ben 385 anziani, ovvero più della metà degli investiti fra i pedoni, per non contare bambini e altri utenti della strada.

    Non si dirà che l’anziano gode dell’agilità di una gazzella in grado di passare da una parte ad un’altra della carreggiata in modo tanto fulmineo da non darci il tempo di arrestare l’andatura, è evidente che è solo la maledetta indisciplina, unita alla disattenzione, nella presuntuosa pretesa di essere sempre in grado di conoscere i limiti dell’auto e soprattutto i nostri, a provocare le tragedie.

    Statisticamente, ma per quello che vale, sono gli uomini a finire più spesso sotto le auto, rispetto alle donne, 6 maschi su 10, rispetto a 4 donne, ma questo non ha alcun significato, forse serve di più sapere che negli ultimi tre anni, a fronte del diminuito numero di morti, anche se lieve, è aumentato a dismisura quello dei feriti, 2.000 in più nel 2005, rispetto al 2003, segno, quest’ultimo dei progressi fatti dalle carrozzerie delle auto con parti meno aggressive che non uccidono, sempre, ma che con un pizzico di fortuna, feriscono solamente! Spesso non in maniera grave.

    Per il resto, tanto sgomento, davanti ad una strage silenziosa, quasi sempre evitabile, se dentro l’abitacolo di un’auto ci fosse un uomo o una donna in grado di immaginare, sia pure lontanamente, quale conseguenza la propria condotta di guida potrà avere di li a poco, invece di pensare, stupidamente, che i guai debbano per forza accadere solo e sempre agli altri!

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