Incidenti stradali….. ma è solo colpa degli automobilisti?

Incidenti stradali….. ma è solo colpa degli automobilisti?

La piaga degli incidenti stradali

da in Mondo auto
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    incidente stradale

    Facciamo un bel parlare del rischio alta velocità in auto e delle conseguenze che questa ha nella causa degli incidenti automobilistici al punto che è sempre buona regola indurre la gente a moderare la velocità nel rispetto dei limiti imposti dal Codice della Strada.

    Ma c’è un rischio insidioso di cui poco si parla ma che incide sulle probabilità di incorrere in un incidente, spesso dalle conseguenze tragiche, in ben il 60% delle volte ed è rappresentato dallo stato precario della rete viaria italiana.

    Una vera e propria vergogna per la quale i vari governi che si sono succeduti in 60 anni di Repubblica, soprattutto quelli dell’ultimo ventennio, avrebbero di che vergognarsi e, come minimo, dovrebbero arrossire per non dire altro.

    Tutto ciò se solo si pensi che additato non è solo lo Stato, laddove è proprietario di strade e autostrade, ma anche i privati, interessati a far solo cassa, così come province, regioni e persino i comuni che permettono che le strade cittadine diventino vere trappole mortali per ciclisti, motociclisti e pedoni e motivo di danni, anche ingenti, per le auto.

    E in questa sorta di scarica barile di responsabilità, nella causa di incidenti, la guida poco attenta o poco rispettosa delle norme del Codice della Strada, copre il 40% del numero totale di sinistri, come dire che, su 100 incidenti, 60 sono esclusiva colpa di chi ci amministra e 40 degli automobilisti.

    A questo sconfortante risultato è giunta l’ADUC, l’Associazione per i diritti di utenti e consumatori a seguito di un dettagliato studio effettuato da ben 30 atenei italiani per conto di SILU, la Società italiana di infrastrutture viarie.

    E mentre ci si rivolge all’attuale ministro dei trasporti Alessandro Bianchi affinché intervenga e soprattutto controlli l’operato di ANAS ed Enti Locali, stupisce, sconcerta, ma soprattutto duole apprendere che la mortalità e i ferimenti, anche gravi, che si perpetrano con impressionante sequenza a causa di incidenti stradali, è superiore alle morti da eroina, da AIDS e da calamità naturali.

    Cosicché, invece di avere classi dirigenti, presenti e passate, sensibili a questo triste fenomeno, al di là della patente a punti, encomiabile per certi versi ma insufficiente per altri, nessuna cura è stata mai posta alla conservazione e alla manutenzione, oltre che ad un normale svecchiamento della nostra rete viaria.

    Le stesse prese di posizione del ministro Bianchi, prevedono, in primis, un inasprimento dei provvedimenti da adottare contro gli automobilisti, abbassando il limite di velocità nelle autostrade, imponendo la scatola nera e altre misure analoghe, ma di tutte, non ce ne è una che vada nella giusta direzione, ovvero tendente in maniera fattiva al rinnovo della rete viaria con interventi mirati e rapidi da attuarsi immediatamente.

    E, nel frattempo, chi piange le tante persone che lasciano la loro vita sull’asfalto?

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