Incidenti stradali, triste primato italiano anche per le moto

Incidenti stradali, triste primato italiano anche per le moto

Troppi i morti sulle strade

da in Consigli e Guide, Incidenti Auto
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    Un dato allarmante riguarda la sicurezza stradale in Italia, ma stavolta, ad essere interessate le due ruote.

    Secondo uno studio effettuato dall’ Asaps, l’Associazione amici Polizia Stradale, nel nostro Paese, dal 1° gennaio 1995 al 1° gennaio 2004, i motociclisti deceduti sulle nostre strade a causa di incidenti sono aumentati del 31,7%, pari a 13.429 morti e 90.000 feriti.Una guerra a tutti gli effetti che colloca l’Italia in cima alla triste classifica, davanti a Francia, Germania e Spagna.

    Le cause, come ci dicono all’Asaps, “L’effetto dissuasivo della patente a punti sul mondo delle due ruote arriva debole e poco efficace. Inoltre, una significativa aliquota di motociclisti accetta il rischio: lo dicono tutti i possibili meccanismi che vengono adottati per sfuggire alle foto dell’autovelox (targhe inclinate o con numeri e lettere taroccabili, fazzoletto che sventola sulla targa)”.

    È preoccupante il fatto che, nonostante l’adozione del casco anche per i ciclomotoristi maggiorenni, risultata sicuramente efficace, - continua l’associazione – la cifra della mortalità aumenti costantemente in questo segmento, spesso indomabile sul versante del rispetto delle regole. Il veicolo a due ruote è essenziale per garantire una più agevole e possibile mobilità urbana.

    Ma crescono le due ruote ad alta potenza motoristica“.

    Evidenze che si commentano da sole e che richiederebbero un duro intervento da parte delle Istituzioni, da un lato volte alla prevenzione, dall’altro alla repressione ferrea, che non si limiti a periodici inasprimenti per poi ricadere nella totale indifferenza sulla mancata applicazione delle Leggi, anche da parte delle Forze dell’Ordine.

    Basta fare un giro, soprattutto al sud Italia, per constatare come l’adozione del casco, da parte dei motociclisti , sia vergognosamente disattesa da moltissimi centauri e scandalosamente tollerata da chi dovrebbe far applicare le Leggi.

    Da qui la riflessione amara, se il singolo non riesce a comprendere, con ottusa determinazione, la necessità di una condotta di guida efficace per la sua e l’altrui sicurezza, che ci stanno a fare i Tutori dell’Ordine?

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