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Indennizzo diretto: nuova Sentenza Cassazione

Indennizzo diretto: nuova Sentenza Cassazione

Si parla di terzietà quando, come in questo caso, a stabilire l’entità del danno non è il danneggiato ma l’assicuratore, ovvero colui che dovrà risarcire ed è indiscutibile che ciò dia immancabilmente adito a delle controversie in tema di risarcimento del danno

da in Assicurazione auto, Incidenti Auto, Mondo auto
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    Indennizzo diretto

    Si torna a parlare di indennizzo diretto a fronte di una Sentenza della Corte Costituzionale che interviene sull’argomento. Parliamo della Sentenza n. 80 della Suprema corte

    Alla luce di tale Sentenza viene da chiedersi nella pratica cosa di fatto cambia per gli automobilisti; secondo l’Adiconsum per bocca del suo esperto nel ramo assicurativo, l’avvocato Fabrizio Premuto, non dovrebbe cambiare nulla, ciò in quanto è la stessa parola a spiegare che in tema di indennizzo la consequenzialità che succede al sinistro resta tuttavia garantita, semmai in tale sistema si rileva la grossa falla che da sempre ha caratterizzato tale nuova procedura, ovvero, la terzietà in tema di risarcimento e questa per le Associazioni rasenta l’assurdo.

    Si parla di terzietà quando, come in questo caso, a stabilire l’entità del danno non è il danneggiato ma l’assicuratore, ovvero colui che dovrà risarcire ed è indiscutibile che ciò dia immancabilmente adito a delle controversie in tema di risarcimento del danno, tant’è che l’Ente liquidatore per procedere all’indennizzo si avvale di un perito, terso ed, eventualmente di un medico, terzo, anch’esso.

    Questo modus operandi ha comportato anche un cumulo di confusione quando si parla di danni alle persone, introducendo quest’ultimo aspetto una discrepanza afferente alla quantificazione del danno patrimoniale con quello biologico, morale ed esistenziale ed è molto singolare il fatto che tale rilevazione debba farla, manco a farlo apposta, proprio l’Ente preposto alla liquidazione del danno.


    Le tariffe sono effettivamente diminuite?

    Resta da capire se dall’indennizzo diretto l’Assicurato abbia guadagnato qualcosa di concreto, ad esempio, abbia potuto godere della diminuzione dei premi di assicurazione. Se prendiamo i premi complessivi, dovremmo dire che probabilmente sono anche diminuite.

    Ma la realtà dei fatti non è questa, perché in quei territori in cui le compagnie si aspettavano la caduta dell’obbligo a contrarre, le hanno aumentate. Nei territori in cui intendono produrre nuovi assicurati, utilizzano la flessibilità tariffaria e abbattono le tariffe nuove depositate presso l’Isvap anche del cinquanta per cento. Non c’è un meccanismo tariffario al ribasso, c’è un meccanismo tariffario fortemente selettivo che è in antitesi con quello che ha prodotto, nel 1969, la rc obbligatoria.

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