Inquinamento acustico, Palermo in testa

Fra inquinamento acustico e atmosferico, le nostre città sono alla deriva

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    Inquinamento acustico

    La città più rumorosa, Palermo, lo dice Legambiente nel corso dei risultati stabiliti dalla “Carovana del Clima”, tenuto conto che i decibel oltre i limiti consentiti devono considerarsi inquinamento acustico che va a sommarsi a quello dell’aria.

    Nel capoluogo siciliano, sempre secondo Legambiente sono stati rilevati fino a 78,3 db. A seguire Genova con 78,0 db, Caserta con 77,6 db e Firenze con 75,6 db. Anche Pesaro non se la passa bene, collocandosi in cima alle classifiche per inquinamento acustico, nonostante sia l’unico, tra quelli monitorati, ad aver attuato una zonizzazione acustica della città, prevedendo zone “sensibili” quali ospedali e scuole, dove il limite diurno si abbassa a 50 decibel. In tutte le città, invece, i rilevamenti fonometrici, effettuati presso scuole e ospedali, hanno fornito valori superiori a 70 db (contro i 65 db diurni consentiti dalla normativa vigente DPCM 14/11/97) .

    Secondo Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente – fa riflettere sulla diffusione dell’inquinamento acustico in Italia, che non colpisce soltanto le grandi metropoli, ma anche città di medie e piccole dimensioni come Pesaro e Potenza. Da non sottovalutare, questa forma di inquinamento può arrecare seri danni alla salute, come indicato dalle linee guida dell’OMS: difficoltà nell’apprendimento per i bambini e patologie quali tachicardia, alterazione del campo visivo e della trasmissione degli impulsi nervosi“.

    Un quadro sconsolante che preoccupa anche per quanto concerne l’inquinamento dell’aria a causa dell’alta concentrazione di benzene con valori riferiti da 5 a 10 µg/m3 superiori al limite di media annuale di 10 µg/m3 consentito, per il 2006, dal D.M. 60/2002. Così come è Potenza città in cui il monitoraggio personale ha fornito i valori più elevati. (fino a 38,7 µg/m3).

    Per quanto riguarda il monitoraggio ambientale, il record spetta a Palermo, dove sono stati anche rilevati 128 µg/m3 di benzene nell’aria. “Il risultato dei monitoraggi spot – ribadisce Della Seta – evidenzia come i bambini e le persone che lavorano in prossimità delle strade, come i vigili, i fiorai e gli edicolanti sono tra le categorie più a rischio benzene, che dallo IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) viene indicato tra le sostanze cancerogene più pericolose. In queste condizioni - continua Della Seta – raggiungere gradualmente i 5 µg/m3, la soglia prevista per il 2010, sta diventando, per le città italiane, un obiettivo quasi impossibile”. L’inchiesta, seguita anche da Helpconsumatori continua citando i dati allarmanti che provengono anche dal monitoraggio della concentrazione delle polveri sottili, realizzato dall’iniziativa di Legambiente “Pm10 ti tengo d’occhio“. Da gennaio, a Pesaro sono stati 99 i giorni di sforamento del limite giornaliero di 50 µg/m3 previsto dal D.M. 60/2002. Al secondo posto Frosinone, seguita da Palermo e Cagliari.

    Una delle cause dell’inquinamento acustico e atmosferico è senz’altro il trasporto su strada, che incide per il 56% sul rumore urbano, per circa il 30% sulla concentrazione di polveri sottili e quasi per il 62% sul livello di benzene. “Contro il caos metropolitano e lo smog – sostiene Della Seta – i provvedimenti tampone come le targhe alterne non possono bastare. Servono cure efficienti ed efficaci che Legambiente propone da tempo: interventi su ZTL, corsie preferenziali potenziate e controllate, isole pedonali, piste ciclabili, car sharing, potenziamento dei mezzi pubblici e road pricing”.

    Dai risultati della Carovana del Clima emerge con chiarezza quali siano gli effetti sull’ambiente delle nostre abitudini quotidiane” – commenta Massimo Orlandi, Amministratore Delegato di Energia Spa -. Voglio proporre solo uno spunto di riflessione: se in Europa tutti eliminassimo gli stand-by dei televisori (la lucetta rossa che resta accesa anche dopo aver spento con il telecomando), in un anno risparmieremmo una quantità di energia pari a quella consumata da un Paese come il Belgio.

    Solo in Italia, gli stand-by dei televisori consumano ogni anno più di 1 miliardo e 300 milioni di kWh di elettricità. Anche per questo stiamo per distribuire in Italia alcuni semplici apparecchi che permettono di annullare i consumi da stand-by di televisori, lettori DVD, ma anche di stampanti, monitor, PC e delle varie apparecchiature audiovisive comuni sia in casa sia in ufficio”.“Carovana del clima, seppur alla prima edizione, si è subito presentata – afferma Cesare Spreafico, Direttore Generale di COREPLA – come un’ottima possibilità di promuovere a livello locale le tematiche di cui il Consorzio si occupa e di cui è responsabile nei confronti delle aziende consorziate, delle istituzioni e non ultimi dei cittadini. Il futuro del nostro sistema sta nella conoscenza del territorio e nell’ottimizzazione dei servizi sul territorio.

    Per questa ragione COREPLA affianca Legambiente in occasione di questi road show di informazione e di sensibilizzazione e supporta più in generale i Comuni nelle loro necessità di comunicazione fornendo loro format e kit di promozione completi.Queste operazioni sono fondamentali per seminare un maggiore senso civico:l’imballaggio in plastica, una volta esaurita la propria funzione, può trovare una nuova valorizzazione attraverso il riciclo ed il recupero. Questo è però possibile se ciascuno di noi dà il proprio contributo attraverso la differenziazione dei propri rifiuti.”

    Fonte: Helpconsumatori