NanoPress Allaguida Pourfemme Tecnocino Buttalapasta Stilosophy Tantasalute DesignMag QNM MyLuxury

Inquinamento atmosferico, inquinamento acustico, sfruttamento di energia inquinante, ma in che mondo viviamo?

Inquinamento atmosferico, inquinamento acustico, sfruttamento di energia inquinante, ma in che mondo viviamo?

    Aumenta l'inquinamento atmosferico, ma anche acustico, così come aumenta il parco auto circolante in Italia e l'energia consumata

    C’è un grido d’allarme sulle condizioni del nostro pianeta, soprattutto dopo i dati ISTAT che ci hanno riguardato da vicino e che dimostrano come in Italia, la situazione dell’ambiente sia tutt’altro che vicina a soluzione, stante anche l’evidenza del notevole numero di auto circolanti, 77 auto su 100 abitanti e del fatto che nessuna classe politica che abbia guidato le sorti del nostro Paese è mai riuscita a risolvere, degnamente, il problema del trasporto, atteso che nel Bel Paese il 65% del trasporto avviene su gomma, il risultato è, che al di là delle buone intenzioni di tutti, le emissioni di CO2, non solo sono ben lungi dai livelli di guardia, ma tendono persino ad aumentare in maniera preoccupante.

    Certo l’auto, in fatto di emissioni inquinanti, non è la sola responsabile di questa situazione, ma ha, tuttavia, il suo peso, così come, nel dissesto idrogeologico dell’Italia e di tutti i problemi che ci attanagliano, l’automobile non è responsabile che solo in una percentuale, pur sempre significativa, accanto agli annosi problemi idrici, alla carenza di piogge, qua e là, nel Paese, alla siccità, alla diminuzione della portata portata di acqua dei fiumi, per non parlare della deforestazione, causata dagli incendi di quest’estate, sommati con quelli delle altre stagioni calde del passato.

    Un quadro tutt’altro che confortante che, volendolo restringere al settore dei trasporti, vede responsabilità anche nell’auto, intesa come mezzo di mobilità di massa, ma che si allargano in tema alla sicurezza stradale, allo stato della nostra rete viaria e, in generale, sulla qualità dell’aria, come in premessa e così, c’è da segnalare che il nostro sistema dei trasporti è eccessivamente sbilanciato. Su 100 invii di merce, oltre 65 pesano sulla rete viaria, solo il 17,6% è trasferito via mare e appena l’11,6 % su rotaie, tramite Ferrovia. Per non parlare che quasi l’82% dei passeggeri utilizza il trasporto su gomma, auto e bus interregionali.

    Per quanto riguarda i carburanti, secondo i dati ISTAT, dal 1999, 11 italiani su 100 hanno preferito altri tipi di alimentazione, gasolio, GPL, metano, mentre negli ultimi sette anni si è quasi raddoppiato il numero di auto catalitiche. Il totale delle auto stimate nel 2005, in Italia, contava 45 milioni di vetture, un numero notevole che, come detto, corrisponde a 77 auto su 100 abitanti, tanto più significativo se si considera che, poco più di 20 anni fa, il numero di vetture per 100 abitanti era di 48 vetture.

    Tutto ciò, anche se non si fa alcun riferimento alle moto, incide anche sulla qualità della vita degli italiani e, su questa, pesa, anche la qualità dell’aria. I dati parlano chiaro, nel 2004, nel nostro Paese sono state emesse più di 384 milioni di tonnellate di CO2, nel 1980, erano 72 milioni.

    Più confortanti i dati riguardanti i vari metalli immessi nell’ambiente, eccezion fatta per l’arsenico, che nel 1990 era emesso in ragione di 37 milioni di chilogrammi e nel 2004 ha toccato punte di 42 milioni. Interessante, invece, vedere che dal 2002 al 2004 si è passati dalle 13 mila tonnellate alle 11 mila per quanto riguarda il benzene. E’ ovvio che questi inquinanti hanno effetti negativi sulla popolazione, al punto che, nel 2005, quasi 42 famiglie su 100 hanno avuto problemi di salute riconducibili all’inquinamento atmosferico, con punte, nella sola Lombardia, del 56,6% .

    Ma c’è un’altra forma di inquinamento, dagli effetti nocivi alla salute e, purtroppo meno considerato dalle Autorità preposte. Parliamo dell’inquinamento acustico, ne pagano le conseguenze tre italiani su dieci con la massima esposizione ai rumori e ai danni da esso generato in Campania, Puglia, Lazio, laddove una famiglia si e una no, lamenta disturbi e, spesso ricorre alle cure dei medici, per problemi annessi all’inquinamento acustico. Da questo punto di vista si sta meglio in Basilicata e Molise.

    Ed infine, parlando di inquinamento atmosferico, non si può non parlare, contestualmente, di energia che, ancora adesso e gli effetti sull’inquinamento sono noti a tutti, è derivata in larga parte dal petrolio, 43%, dal gas naturale, 36% e solo poco più del 6%, da fonti rinnovabili.

    Importante anche segnalare che i consumi di energia elettrica sono in continuo aumento, passando da 245 miliardi di kilowattora del 1996 a 309 miliardi del 2005 E, a proposito di sicurezza dell’industria, c’è da segnalare che 1.086 siti industriali nel nostro Paese, all’inizio di quest’anno, erano a rischio di incidente grave e di questi, il 27,7% appartenevano al settore chimico e petrolchimico e che la concentrazione più alta e, dunque, più rischiosa, era concentrata in Lombardia con il 23% di impianti, in questi settori, definiti ad alto rischio.

    787

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Blocco trafficoMondo autoSicurezza Stradale
    PIÙ POPOLARI