Inquinamento auto: jè accuse di Legambiente

Inquinamento auto: jè accuse di Legambiente

L'auto non inquina solo in marcia e di questo nel novero delle quantità di CO2 bisognerà tenere conto

da in Blocco traffico, Mondo auto
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    Incentivare l’acquisto di un’auto nuove meno inquinantI è stato salutato negli ultimi anni come la soluzione pratica per ridurre l’emissione di CO2 nell’ambiente, atteso che le emissioni relative ad auto recenti rispetto alle più datate vetture gia di oltre un quinquennio fa sono di gran lunga ridotte.

    Bene, allora si plauda a quei Governi che incentivino l’acquisto di auto nuove in sostituzione di auto vecchie e inquinanti, solo così potremo ridurre l’inquinamento atmosferico. Macchè, giunge da poco la notizia di uno studio di Legambiente che avrebbe dimostrato la quasi inutilità di questi provvedimenti a favore dell’eco sistema, partendo dal presupposto che l’auto non inquina soltanto quando marcia ed emette gas di scarico, ma prima, durante ed alla fine della propria esistenza.

    Dunque, atteso che le auto partecipano all’immissione di CO2 nell’ambiente in misura del 20% del totale immesso nell’aria, da altre fonti, è stato fatto uno studio comparato fra due automobilisti tipo che sfruttavano un’auto in un periodo di tempo preso in esame di trent’anni. Ebbene è risultato che chi cambiava l’auto ogni 10 anni e dunque tre volte nel periodo di riferimento, rispetto a chi la cambiava ogni quindici anni, dunque due volte, inquinava di più il primo, ovvero il soggetto che cambiava tre auto in trant’anni, fatto che nella sostanza equivaleva nel fatto di immettere più CO2 nell’atmosfera; figuriamo chi cambia l’auto ogni tre, quattro anni.

    Un risultato estremo e forse un po’ miope rispetto al fatto che se si prende un periodo tanto lungo per riferimento non si può neanche prescindere dalla valutazione dei risultati fatti dalle aziende costruttrici negli anni in materia di inquinamento.

    Ma è utile ugualmente ragionare su quanto addivenuto da Legambiente perché, una volta tanto, ci da l’occasione per considerare l’inquinamento atmosferico dell’auto nel suo insieme e non soltanto quando si muova. Fatto che ha anche indotto l’UIGA, l’Unione Giornalisti dell’Automobile, a richiamare l’attenzione dei produttori di automobili su una sempre maggiore coscienza ecologica che induca a valutare la possibilità di costruire auto utilizzando materiali eco-compatibili, biodegradabili e riciclabili e oggi la scienza in tal senso ha fatto parecchi passi avanti.

    Così come non si può neanche negare, secondo il monito lanciato da UIGA, che negli ultimi anni le vetture immesse nel circuito della demolizione sono appartennenti a modelli sempre più recenti e che proprio per questo già vennero costruiti con un’attenzione maggiore verso l’ambiente e, dunque, con materiali in parte riciclabili il cui recupero, oltre a migliorare l’impatto ambientale, libera i costruttori da un carico di oneri di tutto rispetto.

    Da qui l’invito, forse un po’ in antitesi con Legambiente, di rottamare auto meno sicure e meno recenti, ma senza andare a disperdere l’enorme tesoro di risorse che si nasconde dentro un’auto pur se da rottamare.

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