Inquinamento: così potremmo sconfiggere l’eccesso di CO2

Inquinamento: così potremmo sconfiggere l’eccesso di CO2
da in Blocco traffico, Mondo auto
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    Inquinamento

    Siamo giustamente preoccupati, angosciati circa la piaga dell’inquinamento soprattutto nelle nazioni più progredite, molta responsabilità l’addebitiamo all’auto ed ai processi produttivi che la riguardano, così come riteniamo che la quota di CO2, insieme alle polveri sottili siano responsabilità primaria ancora dell’auto e dell’industria in generale.

    Senza voler colpevolizzare l’una o l’altra realtà, col rischio di finire per imputare un intero settore, risulterebbe interessante apprendere quanto scritto e pubblicato da Cath O’Driscoll sulla rivista Chemistry & Industry, della Society of Chemical Industry, l’accumulo di anidride carbonica atmosferica potrebbe addirittura rovesciarsi completamente.

    Secondo gli eminenti scienziati infatti, assorbire la CO2 sarebbe un gioco da ragazzi, quasi uno spasso venuto fuori dalla scatola dell’”Allegro chimico” , per chi lo ricorda ancora, visto che basterebbe aggiungere calce all’acqua marina ed il risultato è quello di farne una soluzione alcalina che avrebbe come conseguenza il riassorbimento di larga parte della CO2 che dunque, non si riverserebbe nell’atmosfera.

    Ma c’è di più, la stessa metodica potrebbe servire a salvare mari e oceani in generale, visto che l’inquinamento sta mettendo in serio repentaglio la flora e fauna del mare annientando inoltre la barriera corallina.

    Certo parliamo di un procedimento molto costoso e non semplicissimo in pratica da attuare vista l’enormità di superficie da trattare, ma si stanno studiando tecniche che siano perfettamente in linea con l’ecocompatibilità, da una parte e soprattutto caratterizzate da costi più contenuti.

    Secondo Tim Kruger, un consulente dell’azienda londinese Corven, la calce nell’acqua marina assorbe il doppio dell’anidride carbonica che viene rilasciata in fase di produzione, e dunque l’intero processo sarebbe carbo-negativo.


    Questo processo potrebbe riportare l’accumulo di anidride atmosferica a livelli pre-industriali,” ha concluso Kruger.

    Dunque potremmo risvegliarci, dopo un procedimento del genere, in un mondo pulito, cristallino, dove la preoccupazione non sarà più rivolta allo studio di veicoli, per restare nell’auto, ma sappiamo che il problema è generale e investe altri ambiti, non inquinanti quanto nell’immaginare veicoli che provvedano essi stessi a trovare il modo di abbattere l’inquinamento, dopo essere stati utilizzati.

    Neanche le eccessive risorse per giungere a questo stato di purificazione chimica dell’aria dovrebbe spaventarci più di tanto atteso che l’industria automobilistica e in generale quella di altri settori, potrebbe trovare molto più vantaggioso investire nella pulizia dell’aria, piuttosto che rincorrere motori sempre più puliti ma ai limiti della possibilità della fisica e chimica insieme; insomma, un mondo che si autopulisce.

    Staremo a vedere.

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