Inquinamento: un’Italia a macchia di leopardo

Inquinamento: un’Italia a macchia di leopardo

Impietosa Legambiente insieme al Sole 24 ore nel tracciare la qualità della vita delle città italiane e non soltanto in fatto di inquinamento, ma anche per via dello sforzo che le Amministrazioni Locali compiono per rendere la qualità della vita accettabile in queste località

da in Blocco traffico, Mondo auto
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    Belluno, città meno inquinata

    Dimmi dove vivi e ti dirò che aria respiri, sembrerebbe questo il significato che Legambiente ha voluto dare alla sua ennesima classifica delle città più inquinate ed invivibili, almeno sotto quest’aspetto, d’Italia e apprendiamo così degli inaspettati, ma poi non sappiamo fino a che punto, risultati.

    Ad esempio, la Capitale d’Italia, che per la sua bellezza e per l’importanza storica che ricopre dovrebbe essere l’esempio della massima vivibilità e della qualità della vita, non era messa bene prima, lo è peggio adesso, visto che dal 55 esimo posto cui la collocava Legambiente nello scorso studio della qualità dell’aria, l’ha di fatto spedita al 70 esimo. Molto meglio va a Milano che sale di posizioni, segno che qualcosa per la città più europea d’Italia qualcosa è stato fatto.

    Ma indubbiamente, almeno secondo l’Ente per la tutela dell’ambiente, a star meglio di tutti è Belluno al primo posto come qualità dell’aria e non solo, visto che l’analisi era estesa anche alla ricerca di quei servizi che le città riescono a mettere a disposizione della collettività, ad esempio la mobilità ed il trasporto pubblico.

    Molto bene vanno altre città come Siena, Trento, Verbania e Parma nelle top ten delle città meglio organizzate e dove si starebbe meglio. A testimoniare la salubrità di Belluno l’evidenza che in questa città le polveri sottili sono scese, si fa raccolta differenziata con una percentuale prossima al 60%, si consuma acqua in maniera intelligente, 136 litri pro-capite, si viaggia con mezzi pubblici efficienti ( 76 viaggi a testa ogni anno ) si ha spazio per le bici, oltre 4 metri e mezzo per abitante e cresce il numero degli spazi in cui le auto non devono circolare.


    La ricerca di Legambiente è giunta alla sua quindicesima edizione e vede ogni anno la collaborazione scientifica dell’Istituto di ricerche Ambiente Italia e la collaborazione editoriale de Il Sole 24 Ore.

    Al sud invece le cose peggiorano, ma va male anche Frosinone che si piazza all’ultimo posto insieme a Ragusa, Catania e Benevento. Nel capoluogo laziale parecchio smog, un trasporto pubblico quasi inesistente, un altissimo tasso di motorizzazione (73 auto ogni 100 abitanti).

    In generale, rileva ancora Legambiente, le città migliori progrediscono mentre le peggiori sembrano arretrare. “Le colpe della staticità delle città sono varie e non sempre ricadono sui sindaci – ha sottolineato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente – Non è per esempio colpa degli amministratori locali se da molti anni lo Stato investe poco nelle infrastrutture per il trasporto pubblico urbano, però capita spesso che questo dato oggettivo venga usato come un alibi dai primi cittadini che molte cose utili potrebbero farle e a costo zero, dalla sperimentazione di forme di road pricing sul modello di Londra o Milano, alla moltiplicazione delle corsie preferenziali”.

    Il presidente di Legambiente traccia dunque “l’identikit del buon amministratore”: “un sindaco che agisce per risolvere i problemi e così facendo riscuote consenso. Troppi sindaci sembrano pensare che l’obiettivo di rendere le città più moderne ed efficienti passi più da qualche grande infrastruttura isolata piuttosto che da una forte scommessa sulla qualità ambientale come fattore di benessere civico e anche di sviluppo economico”.

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