Kia Picanto 1.0, in vendita presso Auchan

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    La Kia Picanto 1.000 all'Auchan

    Una notizia che ha quasi dell?incredibile, comprare l?auto al supermercato, che sembrava una fatto pensabile solo per qualche fuoristrada cinese, oggi è diventata realtà e coinvolge Case automobilistiche alla portata di tutti e conosciute per la loro affidabilità e diffusione.Certo se la cosa dovesse prendere piede si stravolgerà un intero mercato automobilistico, fin?adesso monopolizzato da concessionari ed autosalonisti, ma i tempi cambiano velocemente e anche questo dovrà vedersi come il normale prosieguo di una realtà che muta.

    Nei fatti, la grande catena di distribuzione Auchan di Mestre, in provincia di Venezia, ha messo in vendita uno stock di 100 vetture rappresentate da 100 vetture Kia Picanto 1.0 Spirit.

    Attenzione, non si tratta di fondi di magazzino o vetture riuscite male, tutt?altro, sono le stesse che reperiamo presso la rete ufficiale della Casa coreana, infatti parliamo di versioni a benzina a 5 porte, offerte in diverse tinte e con una buona dotazione di serie, quale il clima manuale, la chiusura centralizzata, ABS con EBD,il servosterzo, la vernice metallizzata, un discreto impianto radio/CD, sedili posteriori completamente abbattibili, insomma, né più né meno della stessa vettura che fa bella mostra di sé in concessionaria, con una piccola, che poi tanto piccola non è, differenza, però; la vettura presso Auchan costa 7.950 euro e in concessionaria 10.200 .

    Una differenza enorme, se si considera il basso prezzo iniziale della vettura e se si pensa anche che le stesse facilitazioni offerte dalla Casa automobilistica presso la rete ufficiale di vendita, vengono date al supermercato, ovvero, la possibilità di rateizzare il costo dell?auto, in 60 mesi con rate da 150 euro ciascuna e un piccolissimo anticipo di 375 euro.Anche l?Auchan della provincia di Torino, Venaria per la precisione replicheranno l?iniziativa.

    Non mancano le proteste dei concessionari Kia, come quelle riportate dalla Nuova Venezia, ad esempio, che riportiamo integralmente, da parte di un primo venditore preoccupato che sostiene:

    «Sicuramente si tratta di una operazione che al consumatore farà piacere. Ma restano molti punti di domanda ai quali l’ipermercato dovrebbe rispondere». In primo luogo, la questione principale è soprattutto una: «Chi fattura le Picanto? L’Auchan stesso? Allora vuol dire che il cliente del centro commerciale diventa il secondo compratore. Noi ci stiamo attivando per capire se il processo di vendita sia corretto. E soprattutto se siano state rispettate le normative esistenti».

    Altro problema è quello dell’assistenza. «Viene garantita da Auchan? – si chiedono ancora al concessionario Kia – E se sì, come fa l’ipermercato a mantenere il prezzo così basso?». Anche Antonio Mattiazzo, di Automostre, si dice preoccupato. «Qui si tratta di concorrenza spietata – incalza -. 7 mila e 900 euro per una Kia nuova? Il prezzo è stracciato. Con quei soldi è già tanto se ti comperi un usato. Noi non vendiamo quel tipo di vettura, ma solo fuoristrada. Eppure questa novità può essere definita un guaio. O, meglio, un disastro»

    A questo punto il contraccolpo su tutto il sistema dei rivenditori e dei concessionari mestrini viene messo a dura prova. «Con questa iniziativa l’Auchan ci spinge verso la crisi – conferma Mattiazzo -. Tutto ciò può rappresentare un vero castigo per l’intera categoria».

    Commenti laconici ed eloquenti anche da Autocorso. «Per noi questo rappresenta un problema. Anche se è presto per dire qualcosa». Trema insomma il mondo dei concessionari e dei rivenditori di fronte alla nuova offerta. Nessuno vuole fare la fine degli alimentari, dimezzati in pochi anni dall’avvento dei centri commerciali multi-offerta .

    Certo, non si può non negare che il mercato dell?auto in questo modo verrebbe polverizzato e frantumato lasciando aperta la possibilità soltanto alle grosse imprese, come i grandi centri commerciali. Ma di cosa ci stupiamo, siamo o no, in un?epoca di liberalizzazione, esiste o no la possibilità di spuntare un prezzo più accessibile quando si muove la grande distribuzione? E se dunque questa è capace di farci risparmiare, su una sola auto, oltre il 20%, perché privare il consumatore di questa ghiotta opportunità, atteso che, anche in questo caso, ci guadagna il punto vendita, la Casa costruttrice e il consumatore. C?è solo da ritenere che, evidentemente, il margine che fa la differenza è stato, fin’adesso, a favore di pochi intermediari, ancora una volta, a danno di tanti acquirenti e, questo, non va per niente bene!