KITT e Supercar, un bel film di prossima visione

KITT e Supercar, un bel film di prossima visione

Anche un'auto si può umanizzare, almeno al cinema

da in Mondo auto
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    Che l’auto entri spesso nelle vicende e gesta cinematografiche non è un mistero per nessuno e, anche stavolta, ai primi ciak di “Supercar”, che trae spunto dalla serie solamente televisiva che negli anni ’80 ebbe il sopravvento in mezzo mondo, ora diventa un film.

    L’eroe, protagonista assoluto di questa pellicola, dall’originario nome di Knight Rider, è l’ormai famoso David Hasseloff, forse più celebre, soprattutto per noi italiani, come l’eroe un po’ mascelloso di Baywatch. Ferme le richieste dell’attore di rendere una pellicola gradevole senza una comicità fine a sé stessa, la storia narra le vicende di un poliziotto sfigurato durante una lotta ingaggiata con un nugolo di criminali e costretto a cambiare i connotati grazie all’aiuto di un amico famoso e potente.

    Ma a far da ossatura centrale della vicenda, la K.I.T.T., una fantascientifica autovettura dotata di intelligenza quasi umana, di un computer che la rende quasi pensante e munita di un sintetizzatore in grado di riprodurre suoni e voci riproducenti quelle dell’uomo, sia pure nella sua artificialità, col risultato di dimostrarsi vera e propria alleata del nostro eroe nella lotta al crimine, in un crescendo di azioni, fasi e avventure mozzafiato che incolleranno lo spettatore allo schermo, dall’inizio alla fine.

    Un esempio in più, dunque, di come il rapporto che si instaura fra attore e auto, ancora una volta, diventi aderente alle vicende trattate in un film, tanto da riconoscere, anche nel mezzo meccanico, il ruolo di coprotagonista e gli esempi in tal senso, nella storia del cinema, non sono certo mancati, sopratutto in pasato.

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