L’economia circolare entra nel settore automobilistico: progettazione e uso di materiali pensati per il riuso

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    L’economia circolare entra nel settore automobilistico: progettazione e uso di materiali pensati per il riuso

    Il periodo storico che stiamo vivendo ci sta insegnando che è giunto il momento di dare una svolta: non si può più pensare di produrre senza riguardo per le materie prime e altrettanto non ci si può più permettere di effettuare uno smaltimento dei rifiuti senza criterio e in modo selvaggio. Le motivazioni sono molteplici fra quelle che hanno portato a questo cambiamento nel modo di pensare: in primis perché lo richiede la salute del nostro pianeta e in secondo luogo perché comincia ad essere troppo costoso per le imprese. L’economia circolare entra in gioco in questo contesto valorizzando il concetto di riutilizzo degli scarti dei consumi, estensione del ciclo di vita dei prodotti, sharing economy (economia della condivisione delle risorse), impiego di materie prime da riciclo e uso di energia da fonti rinnovabili. Le parole chiave dell’economia circolare sono ridurre, riusare e riciclare, e possono essere a tutti gli effetti i concetti cardine per un nuovo pensiero di sostenibilità e sviluppo. Le stime odierne parlano di un beneficio economico di oltre 1.800 miliardi di euro entro il 2030 se l’Unione Europea applicasse l’economia circolare, con la conseguenza di un aumento del Pil, dei posti di lavoro e della produttività annua delle risorse. L’idea dell’economia circolare ha cominciato anche a muoversi nel settore dell’automobile e qualcuno ha deciso di applicare i suoi principi nell’industria delle quattro ruote.

    Il Car Sharing e l’economia circolare

    Il mondo dell’auto negli ultimi anni ha ottenuto eccellenti risultati con il car sharing urbano, un metodo di condivisione delle risorse. Con il progetto Futur-e, Enel – il primo operatore elettrico italiano – non solo si punta alla condivisione delle risorse, ma anche ad un progetto sostenibile per l’ambiente. In questo senso Enel è da anni partner di diverse iniziative di car sharing a zero emissioni ed è anche attiva nella costruzione di colonnine di ricarica per auto elettriche, con il progetto Enel Drive.

    Ma alcuni hanno cominciato a portare l’economia circolare anche in fabbrica. Il Gruppo Renault Nissan ha realizzato un impianto a Choisy-le-Roy, in Francia, in cui vengono ricondizionati circa 60mila fra motori e altre componenti all’anno apparentemente giunti a fine vita. Questo è uno degli esempi per il riciclo e riutilizzo di elementi della componentistica.

    Soluzioni alternative: auto a birra

    Vista sempre nell’ottica dell’ottimizzazione, del risparmio e della riduzione del consumo delle risorse naturali, sembra geniale, ma alquanto bizzarra, l’idea partorita da una equipe di ricercatori dell’Università di Colorado-Boulder, negli Stati Uniti, che hanno pensato alla birra come carburante alternativo per alimentare le vetture. Questa trovata è stata scoperta osservando la lavorazione della birra, nella lontana isola di Gotland, nel mar Baltico, dove i fornai panificano sfruttando i residui dei cereali utilizzati nella lavorazione della birra. Quindi perché non utilizzare gli scarti della lavorazione della birra per alimentare le automobili? L’idea sarebbe quella di applicare lo stesso principio nella costruzione di batterie per automobili, creando degli elettrodi naturali per le batterie a litio e sfruttandoli quale biomassa per la coltivazione della Neurospora Crassa, un fungo considerato un eccezionale conduttore naturale. La Neurospora Carassa può essere facilmente reperibile negli scarti dei birrifici, che sono ricchi di zuccheri, luogo ideale per la sua crescita, così da avere a disposizione una generosa quantità di materiale grezzo a basso costo con il quale produrre gli elettrodi degli accumulatori e al tempo stesso si migliora lo smaltimento dei rifiuti provenienti dall’industrie produttrici di birra. Questo non è il primo caso di birra utilizzato come combustibile utile per alimentare le automobili, ma a questa soluzione ci avevano pensato anche in California, infatti la Sierra Nevada Brewing Co aveva utilizzato gli scarti della birra per creare un carburante a base di etanolo di alta qualità. L’economia circolare si può applicare e può essere una delle realtà più efficienti del prossimo recente futuro.