La Barchetta Bertone a Ginevra, altri indizi e nuove immagini

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    La Barchetta Bertone a Ginevra, altri indizi e nuove immagini

    Si avvicina a festeggiare il primo secolo di vita, la Bertone e, forte della grande esperienza accumulata in questi lunghi anni e approfittando dell?importante Salone di Ginevra, l?occasione gli è parsa ghiotta per presentare una interessantissima concept, la Barchetta Bertone.

    La vettura si presenta come una sorta di remake di modelli in auge negli anni 50, ma solo all?apparenza, perché la meccanica è quanto di più moderno oggi la Fiat abbia sperimentato sulle proprie auto, infatti, la Barchetta Bertone sarà derivata dalla Panda 100 HP, per quanto riguarda il pianale, ma anche per quanto riguarda il propulsore.

    Bella a vedersi e soprattutto robusta, nonostante la carrozzeria sia interamente in alluminio e, dunque, abbastanza leggera, la Barchetta ha un design che induce a pensare ad una certa compattezza di massima, ma anche ad una grande razionalità e versatilità d?utilizzo; interessante il ricorso alle grandi superfici vetrate che di fatto avvolgono l?intera vettura.

    Ancora più stupefacente il fatto che nell?era della supertecnologia ipersofisticata, alla Bertone ci siano ancora operai, definiti battilastra, che piegano il metallo e lo lucidano a mano e, difatti, la Barchetta si può tranquillamente affermare che sia costruita a mano, pezzo per pezzo e che la stessa carrozzeria le sia stata scolpita da una lastra di alluminio ritagliata della misura occorrente, per ogni vettura.

    Insomma un’aurto, per certi versi, d?altri tempi, a cui è stata conferita quella carica di aggressività e sportività che sicuramente non guasta, dove è facile però trovare elementi di modernità anche nello stesso design, si guardino le fiancate e i raccordi aerodinamici, ma al contempo, si guardino gli speciali criteri di apertura delle portiere che si schiudono all?indietro, con un criterio più aeronautico che automobilistico ma che al contempo migliora l?accessibilità in vettura.

    All?interno, invece, parebbe di tornare all?antico, perché se è vero che non manca il confort, vero è anche che i sedili in pelle sono fissi e lo spazio non è tantissimo, così come la stessa strumentazione non è proprio all?avanguardia con spie e ed elementi ridotti all?osso, senza climatizzatore ma con sistema di ventilazione degno di una vettura progettata poco dopo l?ultima guerra mondiale così come il cambio ricorda, fin troppo, le sportive dello stesso periodo post bellico, con un?unica eccezione, in un vano portaoggetti c?è l?attacco per l?iPod, l?unico tentativo per far assurgere, la Barchetta, al nostro millennio, altrimenti, potevamo credere di essere tornati alla… preistoria.