La “cimice” in auto non è…. illegale!

da , il

    Una normale microspia, più nota come cimice, per intercettazioni: istallarle nell'auto di qualcuno che si vuole spiare non è reato

    Gelosi, malfidati, spioni e chi più ne ha più ne metta, tirino un sospiro di sollievo, soprattutto se avevano in animo o hanno, addirittura, messo in atto, il malsano intento di dotare la vettura del proprio partner, ritenuto infedele, di microspie per spiarlo in ogni spostamento; attuare questa meschina procedura, purtroppo, verrebbe da dire, non è illegale.

    Lo ha stabilito una sentenza del GUP di Brescia che ha archiviato il procedimento penale contro un certo numero di persone indagate per aver, “messo sotto controllo”, l’auto del partner al fine di prevederne ogni mossa ed, eventualmente, scoprire eventuali infedeltà. Le officine specializzate allo scopo, avevano infatti istallato le ormai comuni “cimici” nell’auto del soggetto che si voleva spiare, consentendo a terzi di sentire e registrare tutto quanto avveniva a bordo dell’auto, dialoghi, rumori, eventuali pratiche effusive etc.

    La sentenza assolutoria trova spazio a causa di una sorta di…. “vacanza” legislativa che colloca l’auto non alla stregua del domicilio, laddove la legge vieta ogni sorta di registrazione di ciò che avviene all’interno dell’abitazione, ma semmai, in un bene mobile che dunque sfugge ai divieti previsti dalla Legge.

    A colmare il grave gap legislativo, dovrebbe provvedere il Garante della Privacy che dovrebbe anche adoperarsi per equiparare l’auto alla stregua del domicilio, affinché non si rischi, pure, di prevedere, come optional a pagamento, persino la cimice di serie su le auto di nuova costruzione.