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Russia nuova frontiera dell’auto

Russia nuova frontiera dell’auto
da in Mondo auto, Sergio Marchionne
Ultimo aggiornamento:

    Russia

    Lo capii negli anni settanta l’avvocato Agnelli, in tempi sicuramente non sospetti, che la Russia sarebbe potuto assurgere a grande potenza economica e non soltanto militare, non si vede perché, sennò, l’allora presidente della Fiat investi grandi risorse nella 124 sovietica.

    Ha ben intuito la faccenda anche Sergio Marchionne, numero uno di Fiat dei giorni nostri, con l’affare Zastava; insomma, la Russia rappresenta, in ambito automobilistico, il presente ed il futuro prossimo da qui al 2020, nel mercato dell’auto, con richieste in poco più di dieci anni, per almeno 5 milioni di nuove auto.

    Il risultato sarà quello di assistere ad un parco auto circolante russo entro il 2020 di circa 100 milioni di auto e questo spiega anche l’apertura di nuovi insediamenti industriali proprio nella terra degli Urali ed il grande interesse rivestito dalla Russia per i costruttori di auto di tutto il mondo, basti pensare a Suzuki che ha deciso di aprire propri stabilimenti industriali entro il 2010 in Russia, con l’intento di vendere, immediatamente nel Continente 5.000 Suv nuovi di zecca.

    Per dovere di cronaca c’è da dire che lo stabilimento doveva essere aperto l’anno prossimo, ma, apprezzabilmente, il ritardo di un anno è dovuto alla necessità di Suzuki di mettere a norma l’insediamento dal punto di vista ambientale.

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