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L’auto settore trainante dell’economia nel 2006

L’auto settore trainante dell’economia nel 2006
da in Mondo auto
Ultimo aggiornamento:

    Quanto costa l'auto agli italiani

    L’anno vecchio se ne va e, dovendo fare una stima delle vendite dell’auto, nel 2006 sono state 2.320.000 le nuove auto immatricolate in Italia, ovvero, il 3,7% in più rispetto al 2005.

    Lo ha stabilito l’UNRAE, l’Unione delle Case automobilistiche estere e, dunque, a vedere i dati, il settore automobilistico non ha proprio di che lamentarsi, anzi, seguendo questo trend positivo e, grazie agli incentivi alla rottamazione, meglio ancora potrebbe andare il 2007, con oltre 150.000 imatricolazioni in più rispetto al 2006 che ci avvicinerebbe di molto al record avuto nel 2001, con 2.417.173 nuove immatricolazioni.

    Sembra ancor più paradossale, di fronte a questi dati trainanti dell’economia, rappresentati dal settore automobilistico, che in Italia si continui a perseguitare, con tasse e balzelli vari, l’auto che, per’altro, nel nostro Paese, per il Presidente dell’UNRAE, Salvatore Pistola, è tassata in misura più che doppia rispetto alla media europea, se solo si pensi che il gettito derivante dal comparto automobilistico equivale a ben 76 miliardi di euro.

    E, su una logica di razionalizzazione della tassazione, ci si auspica da più fronti, una tassazione che si sposti dal possesso all’uso dell’auto e ciò, sempre secondo Pistola, sarebbe oltre che auspicabile, anche proponibile e più equo se si pensa che chi più usa l’auto, più consuma, più inquina rispetto a chi la tiene per lo più ferma in garage.

    Per esempio, ritoccando di appena 10 centesimi in più, l’imposta sui carburanti si potrebbe mettere fine alla tassa di possesso, che oltre a rappresentare un onere non indifferente sui proprietari di veicoli, li costringe a continue ricerche delle ricevute, magari perse negli anni.

    Il presidente dell’Associazione si scaglia anche contro le strisce blu che rappresentano, secondo lui, una “rilevante voce di spesa per le famiglie”, ciò in contrasto con quanto i Comuni italiani dovrebbero fare, ovvero potenziare i trasporti pubblici, siamo fra gli ultimi in Europa in questo ambito e la viabilità.

    E, a proposito di inquinamento, bisognerebbe alleggerire il carico di responsabilità che viene addebitato all’auto in fatto di inquinamento, perché, se è giusto incentivare l’acquisto di auto Euro 3, ancor meglio Euro 4, non si può continuamente portare sul banco degli imputati l’auto come unica e quasi, sola, responsabile delle morti da inquinamento, strumentalizzando dati inesatti solo per cavalcare un orientamento spesso più a fini speculativi che di interesse collettivo. I dati parlano chiaro, il traffico privato inciderebbe in ragione del 9% nella formazione del Pmo e in questo dato, le Euro 3 e 4 non hanno alcuna incidenza negativa.

    Lo stesso professore Umberto Veronesi, oncologo di fama mondiale, ha sottolineato, recentemente, che l’incidenza del tumore al polmone da inquinamento stradale è addebitabile ad esso solo per l’1%, molto più male fa l’alimentazione, in ragione del 35% e il fumo di sigarette per il 30% .

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