L’autocarro vestito da auto è una furbata punita dal… Fisco!

L’autocarro vestito da auto è una furbata punita dal… Fisco!
da in Mondo auto
Ultimo aggiornamento:

    Fiat Punto van

    Se fai il furbo con gli autocarri, la paghi… eccome!

    Sembrerebbe questo il leit motive che già da quest’estate, dopo il decreto Bersani, volto a fronteggiare le furberie di coloro che immatricolano un’auto come autocarro e poi la usano per scopi ben diversi, imperversa nelle stanze di potere a Roma.

    Costoro, per Legge, non potranno più scaricare le spese e l’IVA. Per sapere quali sono i nuovi mezzi interessati dal decreto, l’Agenzia delle Entrate è pronta a trasmettere l’elenco dei modelli cui è stata operata la restrizione.

    Cosicché, mentre l’autocarro adibito esclusivamente a trasporto di cose, gode della detrazione totale dell’IVA, così come accade anche per le spese di manutenzione, carburanti, lubrificanti, pedaggi autostradali etc., il “finto” autocarro, che consente il trasporto privato di persone, scarica solo il 15% di IVA, in fase d’acquisto e nessuna detrazione per spese di manutenzione, come prima visto.

    Ai fini IRPEF, invece, il “vero” autocarro non ha nessun limite di costi deducibili, in fase di acquisto e di gestione, per il “finto”, il limite è invece di 18.075,99 euro, così come le spese di gestione possono scaricarsi al massimo del 50% del loro importo.

    Vale la pena, alla luce delle nuove disposizioni, comprare un “finto” autocarro?

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