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Le 10 cattive abitudini al volante dei giovani europei

Le 10 cattive abitudini al volante dei giovani europei
da in Ford, Incidenti Auto, Sicurezza Stradale
Ultimo aggiornamento: Venerdì 18/11/2016 16:49

    Sicurezza stradale giovani, Ford Driving Skills for Life

    Un dato su tutti è sufficiente per dare la vastità del tema: gli incidenti stradali sono la prima causa di morte tra i giovani in Europa. Un rischio doppio rispetto alla media. E quali sono le cattive abitudini al volante che potenzialmente possono scaturire in un incidente? Ford ha commissionato una ricerca andando a interrogare 6.500 ragazzi nella fascia d’età tra i 18 e 24 anni, studenti universitari di cinque paesi europei, tra cui Italia, Francia, Spagna, Germania e Gran Bretagna. Sono 10 le condotte che, con percentuali più o meno elevate, andrebbero evitate, creando anzitutto una cultura del rischio al quale si va incontro, proseguendo con l’utilizzo di sistemi oggi diffusi e poco costosi per limitare le distrazioni al volante.

    Ben il 75% degli intervistati, la percentuale più elevata registrata dal sondaggio, dichiara che guiderebbe anche dopo aver dormito poco o affatto. Si sottovaluta completamente il rischio di un colpo di sonno al volante, improvviso e con le avvisaglie che possono facilmente essere trascurate, con esiti ovviamente drammatici.

    Il 57% dei ragazzi ha ammesso di aver superato più volte il limite di velocità su un determinato tratto di strada. I guidatori tedeschi sono i più indisciplinati, ben il 70% ha riconosciuto di viaggiare col piede pesante. Sul tema, però, si innesta anche un’altra considerazione: quella di rendere i limiti di velocità coerenti con le condizioni delle strade, tema particolarmente sensibile in Italia, dove le contraddizioni in merito non mancano. Il 48% degli universitari europei sembra disinteressarsi completamente del limite di passeggeri a bordo, che non è unicamente un fattore legato al “comfort” dei passeggeri, ma rileva profondamente sulla guidabilità e sicurezza dell’auto. E’ la percentuale di quanti guiderebbero un’auto piena di amici, senza preoccuparsi dei limiti di omologazione. Il 43% degli intervistati ha dichiarato di aver inviato SMS mentre si trovava alla guida. Se farlo da fermi, per quanto rappresenti una distrazione, è relativamente “sicuro”, mandare messaggi in marcia è un comportamento folle, perché si trascura del tutto quanta strada si percorre in 1″ e come l’attenzione spostata dalla guida al telefonino risulti cruciale e possa portare a un grave incidente. Telefonare mentre si è alla guida rappresenta comunque una forma di distrazione. Che lo si faccia senza auricolari o kit vivavoce è un surplus di pericolosità, perché all’attenzione che si presta alla conversazione, disinteressandosi della guida, si somma una mano in meno sul volante. Ben il 36% degli intervistati fatica ancora a comprendere quali rischi si corrano, in termini di concentrazione, con un tale comportamento. In Italia siamo “maestri” dell’arte della guida con il telefono in mano: il 49% degli studenti universitari ha ammesso di fare uso del cellulare durante la guida.

    Non c’è da stupirsi se un terzo dei ragazzi ammetta di essere stato coinvolto in un incidente.

    Il 28% ammette di essere salito in auto con qualcuno che ha bevuto. Sul tema, oltre alla sensibilizzazione di una cultura del “guidatore designato”, potrebbe arrivare l’aiuto della tecnologia, con dispositivi che inibiscono l’avvio dell’auto se dietro al volante c’è un soggetto che ha assunto alcolici. La sperimentazione prosegue e servirebbe un obbligo normativo per l’introduzione del dispositivo di sicurezza, come avvenne con l’ABS. Il 13%, invece, candidamente riconosce di essersi messo personalmente alla guida dopo aver bevuto. Spagna e Francia staccano il record: il 18% degli studenti di questi due paesi è una percentuale superiore alla media europea degli intervistati. Tra i “grandi classici” dei comportamenti sbagliati alla guida, il 16% ancora si ostina a non utilizzare la cintura di sicurezza. I rischi di essere sbalzati fuori dall’abitacolo in caso di incidente probabilmente non sono sufficientemente chiari ai ragazzi, forse una campagna cruda delle conseguenze di questo comportamento convincerebbe una fetta (ridotta) di ostinati. Altro “dramma” dell’irresponsabilità, scattarsi selfie: il 15% riesce a trovare il tempo per farsi l’autoscatto. C’è da augurarsi che lo facciano in coda al semaforo, anche se la triste realtà è quella di tanti automobilisti che in marcia si inventano acrobati del multitasking. Ford ha commissionato il sondaggio e, meritoriamente, dal 2013 offre il programma Driving Skills for Life, itinerante e gratuito, per offrire suggerimenti utili al volante ai ragazzi. Le tappe italiane del tour sono disponibili sul sito dedicato e sarà possibile iscriversi alle sessioni in programma.

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