Le auto americane più interessanti del Salone di Detroit 2015

Le auto americane più interessanti del Salone di Detroit 2015
da in Auto 2015, Salone auto, Salone di Detroit 2017
Ultimo aggiornamento: Giovedì 22/01/2015 10:29

    auto americane al salone di detroit 2015

    E’ l’errore più grave che si possa commettere, quello di pensare alle auto americane relativamente alla nazionalità del marchio che produce un determinato modello. E’ tutto un altro modo di intendere l’auto, ragion per cui nell’elencare quelle più interessanti viste al Salone di Detroit 2015 non ci limiteremo a riportare le proposte di Ford, Chevrolet o Cadillac, allargheremo lo sguardo, ricomprendendo tutta una serie di prodotti che per le loro caratteristiche si prestano a cogliere consensi nel continente nord-americano. Si può pensare alle auto americane ed escludere i pick-up? Certo che no, stesso dicasi per le pony car e, in minor misura, per le elettriche, fortemente incentivate in alcuni stati USA.

    8. Nissan Titan XD

    Partiamo da un pick-up dalle forme classiche, Nissan Titan XD. La somiglianza del frontale, specialmente i fari, con il Ford F150 è evidente, ma i giapponesi riescono a “recuperare” con una calandra classica, a trapezio rovesciato. Quattro porte, un ampio cassone e un motore nel perfetto stile yankee, di quelli che se ne fregano dei consumi ed emissioni: V8 turbodiesel da 5 litri di cilindrata, capace di sviluppare 310 cavalli e l’imbarazzante coppia motrice di 750 Nm. | APPROFONDISCI |

    7. Ford F150 SVT Raptor

    E’ la versione “sportiva” dell’F150 di Ford. L’SVT Raptor piace indubbiamente anche a chi i pick-up li odia, merito di un frontale imponente, con fari a led, superfici scolpite e una calandra con la scritta FORD a caratteri cubitali. Sul cofano motore un’ampia griglia provvedere allo sfogo d’aria calda proveniente dal 3.5 litri biturbo EcoBoost V6, tutto sommato un motore “da utilitaria” in confronto al vecchio V8 6.2 litri. Tra le novità del Raptor un allargamento degno della stazza complessiva: 15 centimetri aggiuntivi su ciascun asse. | APPROFONDISCI |

    6. Lexus GS F

    Gli USA sono uno dei mercati principali per Lexus e lì troverà terreno fertile la variante più sportiva e prestazionale della berlina GS. Accoglie la sigla F, adegua lo stile con un frontale in stile RC F e sposa il tutto con un motore 8 cilindri a benzina, rigorosamente aspirato, 5 litri di cubatura: le potenze in gioco sono nell’ordine dei 473 cavalli e l’obiettivo è quello di dar fastidio alle rivali pompate, Mercedes Classe E, Bmw Serie 5 e Audi A6 su tutte. Il design è controverso, gli interni invece raccolgono ampi consensi per come accostano eleganza, classe e sportività. | APPROFONDISCI |

    5. Hyundai Santa Cruz concept

    Ancora sul tema pick-up, è Hyundai che si cimenta con una proposta sotto forma di show-car. Cosa abbia di diverso rispetto, ad esempio, al Raptor e al Titan già visti, è evidente: il look va in una direzione diversa dall’imponenza esagerata delle linee, si prova creare un modello dinamico nonostante la destinazione d’uso sia tutt’altra, necessariamente attenta alle capacità di carico. Il cassone aperto resta un elemento chiave, con un’interpretazione intelligente che ha consentito di limitare un po’ gli ingombri: un elemento scorrevole permette di allungare il vano di carico solo al bisogno. Il muso è senza dubbio riuscito, con una piacevole calandra a diamante, affilata nei contorni e marcatamente sportiveggiante. | APPROFONDISCI |

    4. Chevrolet Volt e Bolt

    Il marchio Chevrolet ha svelato due interessanti novità, accomunate dalla possibilità di muoversi a emissioni zero. La nuova generazione di Volt va definita un’extended range vehicle, perché al motore elettrico si affianca un generatore termico. L’autonomia di marcia tocca gli 80 km e si è lavorato a fondo per ridurre il peso, limando 10 kg sul pacco batterie e ben 45 sul motore. Classica berlina tre volumi, in Europa potrebbe sbarcare con il marchio Opel e il nome Ampera. Inedita è, invece, la Bolt. Elettrica pura, a metà strada tra una due volumi e una monovolume, si candida a essere l’alternativa compatta della Volt. Il prezzo si annuncia competitivo (25 mila euro) e l’autonomia adeguata: 320 km. Anche sulla Chevrolet Bolt, grande attenzione al contenimento delle masse, possibile grazie all’impiego di alluminio, magnesio e fibra di carbonio. | APPROFONDISCI CHEVROLET VOLT |

    3. Ford Mustang GT350 Shelby

    Dici auto americane e oltre ai pick-up la mente corre subito alle pony car. Mustang veste l’abito corsaiolo (e piacevole) della Shelby GT350, sfoggiando una livrea con bande longitudinali, un’enorme ala al posteriore e un motore rivisto, con albero a gomiti piatto. Esteticamente vince a mani basse sulla Ford Mustang “standard”, poi può vantare il V8 5.2 litri aspirato da oltre 500 cavalli, un ottimo elemento di persuasione di chi cerca una supercar dallo spirito americano. | APPROFONDISCI |

    2. Cadillac ATS-V e CTS-V
    Cadillac CTS V, salone Detroit 2015 (3)

    Cadillac naviga nelle parti alte della nostra classifica grazie a due supersportive per niente male dal punto di vista del design. La berlina CTS-V, quattro porte tre volumi, si incattivisce parecchio e aggiunge la lettera V, sinonimo di prestazioni estreme. Design tagliente, accenti corsaioli disseminati ovunque: colpisce. Poi, la scheda tecnica lascia di stucco, con un motore V8 6.2 litri in grado di sprigionare 649 cavalli e 855 Nm di coppia, gestiti attraverso un cambio automatico 8 marce. In Europa arriverà nel 2016. Più piccola è la coupé ATS-V, giunta al passo che la porta nel territorio delle tedesche ad alte prestazioni. Stesso stile dinamico e spigoloso della CTS, due porte in meno e un motore più compatto: il sei cilindri a V biturbo da 3.6 litri, forte di 450 cavalli.

    1. Ford GT concept

    Che piacerà (tanto) agli americani, non c’è dubbio. La riedizione della GT40, attesa nel 2016, tradisce forse il legame puro con il passato, mescolando stili tra loro diversi, tuttavia sa proporre una cura aerodinamica, questa sì, interessante. Basta osservare quanto è scavata l’area appena dietro l’abitacolo, dove un finto montante opera da ala e gestisce i flussi nella zona inferiore. Il motore EcoBoost biturbo V6 è decisamente più compatto di un V8 e ha reso possibile rastremare la parte centrale, ottenendo tanto spazio tra motore e ruote, dove ottimizzare l’aerodinamica. L’eleganza e la perfezione a 360 gradi delle supercar europee, però, restano lontane a nostro avviso. | APPROFONDISCI |

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