Le cinque moto più brutte di sempre: la classifica delle peggiore della storia

Le cinque moto più brutte di sempre: la classifica delle peggiore della storia
da in Classifiche moto, Curiosità Moto
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 14/10/2015 15:49

    Bimota Tesi 2D

    Oggi scopriamo la classifica, secondo noi, delle moto più brutte di sempre. Come in ogni campo in cui il design la fa da padrone (in questo caso al pari della tecnica), anche nel mondo motociclistico ci sono stati in passato alcuni esemplari che potremmo definire degli “scivoloni artistici”: moto che non brillano certo per essere riferimenti di design, che più che far brillare gli occhi suscitano altre emozioni. Insomma, nient’altro che le moto più brutte di sempre. Semplice.

    Honda DN01

    Ultimo posto della nostra poco invidiabile classifica è riservato alla Honda DN01. Probabilmente i designer ebbero le direttive di cercare un compromesso tra una moto ed un maxiscooter quando si misero a battere la testa sul foglio di carta bianca, altrimenti così non potrebbe spiegarsi. Il frontale sembra uno squalo, peccato che per questioni ergonomiche l’altezza da terra sia particolarmente esigua. Insomma, non una delle più riuscite del brand giapponese…

    Buell RR1000

    Entra di diritto al quarto posto della classifica, dal lontano 1985, anno durante il quale venne lanciata sul mercato, la Buell RR1000. Grossa, mastodontica e bombata, con linee magari anche aerodinamicamente valide ma esteticamente pessime.

    BMW K1

    E cominciamo con le posizioni “importanti” a partire dal gradino più basso del podio, sul quale si piazza in mostra la BMW K1. Era il 1988 quando questa turistica si presentò al pubblico, ma non ebbe il successo sperato, probabilmente a causa di linee molto squadrate e dimensioni davvero notevoli. Pionieristica in alcuni aspetti, come il particolare parafango anteriore, ma forse l’occhio la fa da padrone sull’aerodinamica…

    Morbidelli V8

    La Morbidelli V8, esemplare di una casa storica italiana che non ha avuto però un futuro roseo a causa dei costi produttivi, occupa il secondo posto in classifica. Motore V8 posizionato in basso, cupolino alto e doppio faro: sembra tutto ok ed incline (motore a parte) agli standard. Eppure non è stato così. Saranno state le linee morbide, forse troppo, a non portare questo modello al successo.

    Bimota Tesi 2D

    O la ami o la odi. La Bimota Tesi 2D che guadagna di diritto il primo posto è uno di quegli esemplari di moto che o piacciono da impazzire oppure fanno quasi ribrezzo. Nonostante soluzioni tecniche estremamente all’avanguardia, con un forcellone anteriore che soppianta le classiche forcelle, purtroppo il design fa a cazzotti con gli osservatori, poichè non mostra alcun segno di linearità: cupolino e fari sembrano messi lì a caso, coda e serbatoio squadrati che non sembrano seguire le linee del telaio, ma soprattutto prese d’aria sporgenti che contaminano tutto l’anteriore. Peccato.

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