Le citycar escluse a chi le fabbrica

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    Anche la Fiat 500 fra quelle city car escluse a chi le fabbrica

    Forse un moto di stizza dovrebbe prenderci quando acquistiamo una fiammante Fiat 500, una Toyota Aygo,una Peugeot 107 o una Citroen C1, assemblate e costruite rispettivamente in Polonia, e nella Repubblica Ceca, se solo pensiamo il costo irrisorio, per le Case automobilistiche, a scapito degli operai che costruiscono queste vetture e che hanno salari da fame, 380 euro al mese alla Fiat, 270 per la Toyota, la Peugeot e la Citroen e, addirittura solo 166 euro per la Renault Twingo cosrtruita in Ungheria; e pensare che questi Paesi sono all?interno dell?opulento occidente.

    La corsa verso l?apertura di nuovi stabilimenti all?estero è motivata solo dalla bassa retribuzione degli operai locali, se solo si pensa che la Volkswagen Fox,costruita in Brasile, ha un costo retributivo per dipendente di appena 100 euro.

    Non è neanche vero che il potere d?acquisto della moneta in quelle Nazioni è tale da far ritenere che ci si trovi davanti a stipendi dignitosi, se solo si pensi la vicinanza di queste regioni con altre, Italia compresa, dove un operaio guadagna anche 10 volte di più di un collega ungherese e che, vivendo all?interno di un Continente unico, quello europeo, le cui nazioni, povere, distano dalle ricche solo qualche ora di macchina, restano esclusi dal benessere che accomuna molte altre nazioni europee, col risultato che la mina accesa per via di queste discrepanze rischia di deflagare quanto prima.

    Insomma, tensioni sociali che andranno, via, via, facendosi sentire e riecheggeranno nel mondo opulento, se solo si pensi che le belle city car prodotte e fonte di successo per chi le vende, agli operai che le costruiscono sono del tutto escluse, per il semplice fatto, che per averle, occorrerebbero anche due, tre anni di stipendio pieno; tutto ciò, ha dell?immoralità.