L’ing. Covini e le sue sei ruote….

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    L’ing. Covini e le sue sei ruote….

    Non si può certo dire che agli italiani manchi l’inventiva, tutt’altro, basti osservare questa curiosa supercar per convincersi, immediatamente, del contrario. Il suo costruttore è l’ing. Covini, titolare della ditta, Covini Engineering.

    Nonostante l’impressione che suscita la vettura, scordiamoci che a produrla sia una holding o una grossa azienda industriale, per niente; la ditta Covini è una ditta individuale, senza alcun consiglio di amministrazione o quotazioni in borsa. Il Covini, regolarmente iscritto alla Camera di Commercio, ha fatto sin’adesso tutto per hobby, iniziando questa curiosa passione, presumibilmente, nel proprio garage di casa.

    Non si può certo dire, però, che i risultati non siano arrivati. Basti solo pensare che il professionista, che ha iniziato questa sua passione nel 1978, con la progettazione di altri prototipi, è giunto recentemente a noi con questa concept chiamata, C6W, dove 6 sta per il numero di ruote. La caratteristica di quest’auto è proprio, in primis, il numero delle sue ruote, quattro anteriori, due posteriori.

    Ciò garantisce grande sicurezza, attiva e passiva, all’auto che, soprattutto, gode di caratteristiche invidiabili in fatto di prestazioni, tanto invidiabili da stuzzicare i fabbricanti di vetture…. “serie”, incuriositi, ma soprattutto interessati, eventualmente, a dare un seguito alle proposte dell’ing. Covini.

    D’altro canto, una vettura che in assoluta sicurezza riesce a raggiungere i 300 orari, grazie ai suoi 380 cavalli di potenza, che pesa appena 1.200 chilogrammi, grazie al materiale impiegato per la sua costruzione, come faceva a non destare interesse da parte delle aziende automobilistiche.

    Tornando invece alla soluzione delle sei ruote, Covini, ci fa sapere che quest’accorgimento, risulta utilissimo in caso di foratura di una ruota, consentendo alle altre cinque di tenere sulla traiettoria l’auto, evitando pericolosissime uscite di strada. La vettura, del resto, provata su diversi percorsi, mostra un’attitudine particolare per le doti di tenuta di strada in tutte le situazioni, curve e frenate comprese, situazioni in cui, le condizioni dell’auto, sono ineguagliabili, grazie ai sei freni a disco di cui dispone la vettura.

    In ultimo, ne deriva, che l’aderenza nel terreno bagnato, sarà di gran lunga migliorata e, persino, il pericolosissimo fenomeno dell’aquaplaning risulterà di gran lunga ridotto, grazie al fatto che le prime due ruote rimuovono l’acqua alle due che seguono, per cui, l’aderenza, in questo modo, ne trarrà grande beneficio.

    A questo punto, cosa si aspetta per sviluppare il progetto Covini se c’è in ballo la sicurezza?

    L’unica preoccupazione parrebbe invece un’altra, per gli automobilisti di tutti i giorni….. quanto costerà cambiare un intero treno di gomme adesso?