Made in Italy vuol dire Ferrari

Made in Italy vuol dire Ferrari

Il nostro made in Italy, una pietra miliare anche all'estero

da in Ferrari, Mondo auto
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    Ferrari

    Il nostro Made in Italy, il vanto della nostra creatività, della nostra arte che impressiona con prodotti irripetibili, un unico e sempre valido marchio sinonimo di qualità e di classe che è sempre piaciuto agli stranieri, tanto da cercare, spesso con scarsi risultati, di imitarlo.

    Pensiamo ai cinesi, tanto colpiti dal nostro made in Italy da sognarselo e studiarne il segreto tentando di riprodurlo, spesso con ridicole scopiazzature che nulla hanno dell’originale design, per non parlare della qualità. Ma al popolo della Grande Muraglia, quale prodotto italiano fa più impressione tanto da stuzzicarne la vanità? Se lo son chiesti i sondaggisti sparsi per il mondo e sono arrivati alla conclusione che le donne cinesi bramano un abito firmato italiano, che le famiglie cinesi sono incuriositi e molti addirittura affascinati dai nostri cibi e dai nostri vini, oltre a restare meravigliati dal nostro calcio, speriamo non da quello di cronaca. E calcio, vini e cibi sono il denominatore comune che coinvolge anche russi e svedesi, mentre gli americani a questi aggiungono i luoghi italiani legati alla cultura e alla religione.

    Ma c’è qualcosa che ancor più dei piaceri della tavola e del palato stuzzica la bramosia di questi popoli, le nostre auto e, fra queste, manco a dirlo, a fare da portabandiera la Ferrari, la mitica Testa Rossa, sta proprio nella “testa” dei cinesi, come dei russi e svedesi e pur non lasciando indifferenti anche gli americani, quest’ultimi si “eccitano” di più davanti ad una bella Alfa Romeo, soprattutto se “scoperta”.

    E se questi sono i risultati del sondaggio voluto e condotto in quattro Paesi del mondo, fra quelli citati, da Leonardo Nicola Tiepolo, noto sondaggista sempre in giro per il mondo a raccogliere pareri, c’è da imparare dai risultati che ne sono derivati, come ci dice il diretto interessato…. «I Paesi scelti rappresentano i quattro punti cardinali, sia per la loro importanza, sia per le differenze che li caratterizzano», perché in ognuna di quelle Nazioni prese in esame c’è qualche elemento di grande interesse, l’America perché è un mercato storico rassicurante per il nostro Made in Italy da sempre oggetto dei desideri di quel popolo, Russia e Cina perché sono mercati emergenti che potrebbero riservarci sorprese positive nel tempo e la Svezia perché rappresenta un mercato pervaso da grande dinamicità che può fungere da anello trainante dell’economia del Nord Europa.

    Se sapremo trarre da queste confessioni degli intervistati, il futuro potrebbe rivelarsi più roseo e meno cupo di quanto adesso si presenti e potremmo trarre giovamento dall’immensa ricchezza rappresentata, ancora una volta, dal nostro Made in Italy.

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