Mantenere l’auto, un’impresa sempre più gravosa

Mantenere l’auto, un’impresa sempre più gravosa
da in Bollo auto, Mondo auto
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    Traffico

    L’auto, una vera e propria mucca da mungere per i nostri politici italiani, da che mondo è mondo, ma forse mai fin’adesso, gli italiani si sentono tanto tassati, se solo si considera che, ancor di più per gli effetti dell’ultima Finanziaria, la somma che gli automobilisti italiani versano all’Erario ascende i 44 miliardi di euro, ovvero, ben il 3% del Pil e il bello (!) dovrà ancora arrivare!

    Lo ha stabilito il Rapporto della Fondazione Filippo Caracciolo, centro studi dell’ACI, rilevando anche, come sia facile tassare il bene… più amato dagli italiani!

    Nel rapporto, che prende in esame 20 anni di auto in Italia, si rileva l’altissimo incremento del numero di auto nel nostro Paese in un solo ventennio, più del 54%, così che, sempre secondo il Rapporto, dal 1970 al 1985, si è avuta una vera e propria impennata di automobili all’interno dei nuclei familiari; infatti, se nel 1970 erano 51 le famiglie su 100 a possedere un’auto, in soli 15 anni, queste sono diventate 73, per culminare quasi a 80 nel 2004, grazie alla seconda o terza auto all’interno della stessa famiglia.

    E, sempre secondo il Rapporto, è il Nord Est d’Italia a detenere il primato della presenza di automobili, quasi il 40% degli abitanti di questa parte di Italia dichiara di possedere non meno di 2 auto. Tanto che, forte di questi dati, possiamo tranquillamente affermare che, rispetto al resto d’Europa, è proprio l’Italia ad avere il più alto numero di auto, in proporzione alla superficie della nazione, 1 vettura e mezza a famiglia, 59,2 su 100 abitanti, il resto del Vecchio Continente, ne conta 1 ogni 1,7 abitanti.

    E nel contesto, torna a galla, ancora una volta, come sia rilevante la spesa dell’auto all’interno nelle famiglie, solo dopo la casa, col 25,5% della spesa complessiva e all’alimentazione, 19%, l’auto si posiziona, infatti, al 14,2% della spesa globale delle famiglie italiane.

    E se per i nostri padri, acquistare un’auto era un impegno gravoso, oggi è più facile comprare un’auto, perché il suo costo, rispetto alle entrate degli italiani, è più basso rispetto ad un ventennio fa, però… oggi, mantenere anche solo una vettura, in proporzione, costa molto di più di allora.
    L’Assicurazione è la voce di spesa più alta che nell’ultimo ventennio è aumentata anche del 47%, i carburanti, altra spesa bruciante, con aumenti anche triplicati dal 1985 ad oggi, stessa cosa per i pedaggi, dove a peggiorare la situazione ci ha pensato l’euro con i suoi arrotondamenti in salita, forse addirittura quadruplicati i parcheggi, cui si aggiungono nuovi oneri derivanti dai permessi per accedere a determinati siti della città, la fiscalità, che comincia con il conseguimento della patente di guida e i suoi costi amministrativi e continua con le varie imposte che gravano sull’assicurazione, alcuni a favore del S.S.N. e sulle accise sui carburanti, comprese le imposte sul costo dell’auto, nuova o usata che sia e poi ancora, la tassa di proprietà, le imposte di bollo, le tasse di concessione governativa e, via ,via, ecco spiegato come si arriva al 3% del nostro Pil.

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