Martin Motors: Bubble non è clone Smart!

La causa intentata dai tedeschi di Smart contro i cinesi di Bubble è stata persa

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    Bubble

    La city car cinese Bubble non è un clone della Smart. Si mettano pure l’anima in pace alla Daimler: la causa intentata per dimostrare l’illegittimità della produzione di questa auto, infatti, è stata persa. La Bubble è un’auto diversa, nuova, a tutti gli effetti. Questo almeno hanno deciso i giudici, e Martin Motors (importatore italiano per la vettura) non ha perso l’occasione per far valere le proprie ragioni. In realtà, guardando le foto, facciamo veramente molta fatica a capire in cosa questa utilitaria cinese differisca dalla più famosa tedesca.

    «La nostra è una macchina diversa – ha affermato un portavoce di Martin Motors a La Repubblica – e non è un clone. Dopo 3 anni di sudore e lacrime versati in partnership con lo studio legale Sena&Tarchini, è giusto spiegare perché Bubble non è un clone Smart e perché abbiamo creduto e crediamo profondamente in questo prodotto».

    Bubble

    Proviamoci anche noi. A parte l’evidente somiglianza estetica, la supercompatta cinese ha il motore anteriore, che influisce (poco) sul profilo del muso. Questo permette inoltre l’installazione dell’impianto GPL, rendendola più economica ed ecologica rispetto alla Smart. La trazione anteriore offre maggiore stabilità in situazioni di guida difficile, aumentando l’aderenza soprattutto su percorsi extraurbani.

    Anche le prestazioni sono molto diverse. Il motore 1.1 a benzina da 67cv della Bubble è leggermente più potente rispetto alla versione base della concorrente tedesca. Infine, la cinese ha 4 posti (un po’ come la Toyota iQ) ed i sedili posteriori reclinabili in modo da aumentare lo spazio per il bagagliaio. Leggiamo e guardiamo le foto. Eh sì, sono proprio molto diverse