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Maserati Ghibli: storia della rivale di Miura e Daytona [FOTO]

Maserati Ghibli: storia della rivale di Miura e Daytona [FOTO]
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    Maserati Ghibli: questo nome è tornato molto in voga ultimamente con le anticipazioni sui futuri modelli della casa del Tridente. Infatti, stando a quanto dichiarato, la prossima berlina di lusso di segmento E della Maserati rievocherà proprio questo nome, Ghibli, che deriva da un vento, per la precisione uno scirocco libico. In realtà questo nome era associato ad una supercar d’altri tempi che ha veramente segnato un’epoca: probabilmente i più giovani appassionati d’auto potrebbero non conoscerla con precisione. In questo articolo ci proponiamo di ripercorrere brevemente la storia della vettura e di enunciarne le caratteristiche. Il progetto era conosciuto all’interno di Maserati con la sigla Tipo AM115 ed il design portava il nome di un grande dell’automotive italiano: Giorgetto Giugiaro. L’auto doveva sostituire la vecchia Maserati Mistral e fu presentata per la prima volta dalla Carrozzeria Ghia in occasione del Salone dell’Automobile di Torino, anno 1966.

    Lo stile

    L’auto fu accolta molto bene dal pubblico che si decise di produrla. Fu così che nel marzo del 1967 uscirono dalla fabbrica i primi esemplari di serie della, all’epoca, nuova Maserati Ghibli. Esteticamente Giugiaro aveva creato una bellissima coupè 2+2 dallo stile unico, proporzionato e personale. Il frontale si faceva apprezzare per la presenza di fari a scomparsa, che non intaccavano minimamente la forma del lungo cofano motore. Il muso era costituito da una grossa mascherina a sviluppo orizzontale con finitura cromata e, su alcune versioni, con due elementi verticali per proteggere la carrozzeria dai piccoli urti. Le fiancate erano molto pulite, senza particolari elementi significativi (ad eccezione delle prese d’aria sui parafanghi anteriori), e unite al padiglione molto rastremato la rendevano estremamente filante. Abbastanza semplice il posteriore, dove risaltano principalmente i quattro terminali di scarico cromati dalle dimensioni più che generose.

    Nel 1970, sempre in occasione del Salone dell’auto di Torino, venne svelato il restyling, che proponeva alcune novità estetiche ai gruppi ottici anteriori, all’esterno, ed a plancia e poggiatesta, all’interno.

    Caratteristiche tecniche e versioni

    Il motore della Maserati Ghibli non era una novità: infatti gli ingegneri modenesi utilizzarono il V8 da 4.7 litri che avevano già pronto in casa. Si trattava di un propulsore alimentato con quattro carburatori doppio corpo Solex 40 DCNL/5 che era in grado di sviluppare una potenza massima di ben 315 CV. Rispetto al modello che andava sostituendo il motore era stato posizionato ribassata per consentire di ottenere un baricentro più basso e di conseguenza un’auto più stabile. Lo schema sospensivo prevedeva doppi triangoli sovrapposti all’anteriore e, al posteriore, balestre semi-ellittiche. Si dedicò una particolare cura anche all’equilibrio delle masse: una soluzione per distribuire meglio i pesi era ad esempio il doppio serbatoio. Curioso che fosse il guidatore a decidere quale serbatoio alimentasse l’auto. Le prestazioni erano veramente incredibili per l’epoca: accelerazione da 0 a 100 km/h in 6,8 secondi e velocità massima di 270 km/h.

    Nel 1969 arrivò anche la Maserati Ghibli Spider, che però ebbe meno successo della coupé: ne furono prodotte appena 125, contro i 1.149 esemplari della versione chiusa. Il prezzo della Coupé era di 7.800.000 lire nel 1967, mentre quello della variante scoperta venne fissato a 8.000.000 di lire.

    L’anno successivo, nel 1970, debuttò sul mercato un nuovo modello, la Maserati Ghibli SS. Oltre ad una dotazione più ricca, questa nuova versione proponeva come vera novità il motore: ad alimentare la GT italiana c’era adesso un 4.9 litri V8, che era in grado di sviluppare 335 cavalli. Grazie all’incremento di potenza la velocità massima saliva a 280 km/h.

    La Ghibli era rivale delle Lamborghini Miura e Ferrari Daytona, e si fece apprezzare di più delle sue concorrenti sia per lo stile unico, che per il suo potente V8.

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