McLaren Senna: la supercar più estrema dedicata ad Ayrton

Un'auto da pista con targa e fanali. La McLaren Senna ha avuto un solo obiettivo durante la progettazione: le prestazioni. Qui prezzo, interni e scheda tecnica

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    McLaren è sempre stato un brand che ha prodotto supercar famose per essere utilizzabili anche quotidianamento. Con la McLaren Senna tutto questo è stato completamente stravolto a favore di un’auto che fa della prestazione il suo più intimo obiettivo.

    Solo la targa ed i fanali fanno capire che l’ultima creazione di McLaren sia omologata anche per girare liberamente su strada, ma è chiaro che non è affatto il suo terreno di battaglia ideale. Non per il motore, che in questa configurazione riesce a sprigionare 800 cavalli e 800 Nm di coppia, ma per tutto ciò che c’è al di sotto della “pelle”: il telaio, le sospensioni, il peso piuma.

    Solo 1.198 kg il peso complessivo di un’auto che riprende il nome del pilota Ayrton Senna, misurato a secco e senza quindi contare i liquidi a bordo. Praticamente questa McLaren Senna è l’auto più leggera prodotta del brand inglese dalla storica McLaren F1. Questo dato non ha inficiato le prestazioni o la struttura in generale, ma anzi ha estremizzato ancora di più il concetto di prestazioni pure.

    L’avere 800 cavalli e 800 Nm di coppia con un peso così basso è già una garanzia – si parla di 668 cavalli per tonnellata -, ma alla McLaren hanno mantenuto la trazione posteriore per far scaricare a terra la cavalleria, coadiuvata da un cambio automatico a sette marce. D’altrone McLaren Senna è basata sull’architettura della McLaren 720S, dalla quale si è partiti per sviluppare il telaio Monocage III in fibra di carbonio che risulta essere il più estremo mai prodotto dalla firma di supercar per un’auto stradale.

    Il motore è montato in posizione centrale, un V8 Twin-Turbo da 4 litri che si accredita a sua volta come motore e combustione interna più potente mai lanciato da McLaren, ma per gestire delle prestazioni eccellenti – o forse eccessive sotto certi punti di vista – c’è stato un lavoro di aerodinamica imponente. Non per nulla una nuova generazione di ali anteriori e posteriori attive devono gestire l’aerodinamica in ogni situazione, ma di fatto ogni elemento della pannellatura carrozzeria – rigorosamente in fibra di carbonio – è disegnato per permettere maggiore deportanza assieme alla doppia ala posteriore, contro la quale gli ingegneri hanno avuto l’accortenza di non far arrivare i gas di scarico dal terminale in Inconel e titanio. In alcuni casi, come l’estrattore posteriore, aerodinamica e funzioni di raffreddamento lavorano in combinazione: l’estrazione dell’aria dalla parte inferiore dell’auto risulta ideale sia per “attaccare” al meglio l’auto a terra sia per allontanare l’aria calda.

    Un’auto come la McLaren Senna è chiaro che, essendo deliberatamente ispirata più alla pista che alla strada, subisce la poco nascosta volontà di avere controlli elettronici quanto meno invasivi possibile, per permettere al pilota di “giocare” al meglio tra i cordoli. Nel frattempo chi è così fortunato da potersi mettere alla guida di questa supercar estrema potrà godersi un sound creato da un mix di frequenze studiate ad hoc: dai cambi marcia alle risonanze dei pannelli in carbonio, passando chiaramente per la tonalità di scarico, tutto è pensato per esaltare il suono puro e metallico.

    Da buona auto che segue la modernità anche la McLaren Senna può essere gestita attraverso delle modalità di guida selezionabili, che prediligono ora un parametro ora un altro per cercare di cucire il sistema auto addosso al conducente. La particolarità è che attraverso gli switch sulla console centrale sono selezionabili solo le modalità Comfort, Sport e Track, mentre la più estrema Race ha un tastino dedicato su un pannello sotto al tetto, come una sorta di aereo. Quest’ultima modalità è comunque una caratteristica propria della Senna, a differenza di modelli come la McLaren 720S, che irrigidisce le sospensioni all’estremo, abbassa il baricentro e l’altezza complessiva dell’auto da terra.

    Comunque le sospensioni sono tutte interconnesse tra loro in modo idraulico, così da regolare in tempo reali quelli che sono parametri come la compressione e l’estensione, chiari tentacoli dell’elettronica che “leggono” dati da una serie di sensori e cercano di mantenere costanti le prestazioni dell’auto in ogni situazione di guida: tutto è possibile grazie a due valvole indipendenti per ogni ammortizzatore, mentre la rigidità complessiva dell’auto ed il precarico sono gestiti in separata sede dal sistema K-Damper di McLaren.

    L’interno della McLaren Senna, essendo ispirato alla pista, penalizza in parte il confort al quale magari un normale acquirente McLaren è abituato, poichè mancano quelli che sono gli accessori superflui sempre per cercare di limitare quanto più possibile il peso. Secondo questa ottica anche i tasti al volante sono stati ridotti, semplicemente non ce ne sono, così come tutte le informazioni principali delle quali il conducente ha bisogno sono visualizzate sul McLaren Folding Driver Display. A seguire ci sono anche i cerchioni che hanno permesso di limare il peso, tanto che c’è solo un’opzione disponibile e prevede addirittura il monodado centrale ispirato direttamente al mondo delle competizioni.

    A mantenere incollata a terra questa McLaren Senna ci pensano le gomme Pirelli P Zero Trofeo R, pneumatici sviluppati grazie ad una sinergia tra il brand di gomme ed il Costruttore proprio per equipaggiare quest’auto estrema. Tutto sommato saranno solo 500 i fortunati acquirenti che potranno portarsi a casa un’auto del genere, unica nella sua specie e che segna un vero e proprio riferimento all’interno del listino McLaren, poichè è questo il limite di produzione imposto. Il prezzo? Chiaramente importante a sua volta: sono 750.000 le sterline da sborsare, mica poco!