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Mercato auto agosto 2012, mai così in calo: -20,2%

Mercato auto agosto 2012, mai così in calo: -20,2%
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    Mercato auto agosto 2012

    A pochi giorni dall’avervi stilato tutti i dati relativi alle immatricolazioni delle vetture nel mercato interno di luglio 2012, ecco che ora l’UNRAE ci riferisce le percentuali e i dati delle vendite di agosto 2012.
    Si parla chiaro e, rispetto al mese scorso, si registra una lieve positività nella percentuale in quanto cresce da un -21,4% fino a questo -20,2% con un totale vendite di 56.447 unità contro le 70.764 di un anno fa.
    La causa… La causa sicuramente risiede nelle accise del nostro governo, negli aumenti sempre più di spessore dei prezzi dei carburanti alquanto ridicoli che, se ci pensiamo, senza le accise il prezzo del carburante sarebbe di 0,68 centesimi: un’assurdità! Leggendo un -23,6% per il diesel, un -35,3% per la benzina, che scende sotto il 30% di rappresentatività, ecco che quindi si capisce bene che gli italiani optano sempre più nell’acquisto di autovetture alimentate a GPL facendo registrare un dato di 6.402 unità vendute, nonché un conseguente +152%. Non male anche per il metano: 2.403 auto immatricolate (+30.74%).

    Nel mese di agosto generalmente a tutto si pensa, tranne al fatto di comprare una macchina nuova. Dopo i primi 8 mesi dell’anno, le vendite registrano, come anticipavamo, un ulteriore calo del 19,9%, facendo rimanere il mercato interno nuovamente al di sotto del famigerato milione di unità complessive, si parla infatti di 981.030 immatricolazioni, rispetto alle 1.224.096 del gennaio-agosto 2011. Da inizio anno gli ordini effettuati sono stati all’incirca 921.000: un calo del 22%.

    Vi risportiamo ora la dichiarazione di Jacques Bousquet Presidente dell’UNRAE in merito a queste percentuali di vendita negative di mese in mese: “I fatti eclatanti del mese di agosto, oltre gli anticicloni africani, sono stati: l’aumento a sorpresa di 0,51 centesimi di euro del prezzo dei carburanti prima di ferragosto, lo sforamento della benzina sopra i 2 euro nel periodo del rientro dalle ferie estive ed, infine, vedere riconosciuto proprio dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel suo documento “Conto Nazionale” che il principale problema dell’auto oggi è nei costi di mantenimento, che sono più che raddoppiati negli ultimi 20 anni e pesano ormai – per citare il CODACONS – più di 4.000 euro/anno”.

    Segue poi con ulteriori problematiche che le famiglie italiane devono affrontare prima di una grossa spesa impegnativa come quella dell’acquisto di una nuova vettura: “I problemi sono noti: tasse, carburanti, assicurazioni, pedaggi. Gli interventi delle Case automobilistiche tesi ad allargare gli intervalli temporali di manutenzione delle vetture almeno hanno minimizzato questa voce, nell’insieme dei costi. Ma non c’è nulla da fare, senza un intervento a favore del potere di acquisto delle famiglie attraverso la riduzione della pressione fiscale ed il rilancio dei consumi, sarà ben difficile poter vedere alcun segno di ripresa. Soprattutto è impensabile che tra i “150 tavoli della crisi” che impegnano il Governo, non ce ne sia uno che si occupi seriamente della filiera dell’auto, che sta generando allo Stato perdite di gettito IVA a fine anno per circa 2,3 miliardi di euro e un concreto pericolo occupazionale per almeno 10.000 addetti diretti”.

    Se prendiamo in mano i dati degli anni precedenti per trovare degli avvicinamenti rispetto a questi periodi, dobbiamo retrocedere di addirittura cinquant’anni dove le unità vendute erano 56.447. “Ma se i livelli di mercato richiamano a quei primi anni ’60 – conclude sempre il Presidente UNRAE – le prospettive attuali sono ben altre. Quella era l’epoca in cui l’Italia conobbe la sua vera “rivoluzione industriale”, interessando per la prima volta tutto il territorio nazionale, e che determinò il “boom” economico italiano, una trasformazione radicale della nostra società. Oggi noi italiani dobbiamo fare i conti con una pressione fiscale eccessiva, che – per quanto concerne l’uso dell’auto – sta minando il nostro diritto alla mobilità e al piacere di guida, costringendoci a ridurne l’utilizzo”.

    Sono in difficoltà pure le società segnando un -6,6%, mentre i noleggi si mantengono in crescita al di 3,9 punti percentuali.

    Anche il mercato dell’usato non è messo molto meglio.

    I passaggi di proprietà sono stati in totale 232.908, il che rappresenta un calo del 9,38% rispetto al 2011, all’incirca 25.000 in meno dello scorso anno, che totalizzano 2.710.168 trasferimenti di proprietà da gennaio ad agosto. In senso globale il calo del mercato automobilistico è stato del 19,5% per quanto riguarda le auto nuove, mentre le usate sono crollate addirittura dell’80,5%. Nei primi otto mesi dell’anno il calo è stato del 19,86%, con un totale di 1.224.000 unità vendute.

    Vi proponiamo infine i valori registrati dal Gruppo Fiat che non riesce ad affrontare al meglio questa difficile situazione di crisi. Prendendo in considerazione tutti i marchi facenti parte del gruppo (anche quelli di origine americana) capitanato da Sergio Marchionne, le vetture vendute sono state 16.689: un dato allarmante se si pensa che giusto un anno addietro le immatricolazioni erano arrivate a toccar quota 21.000 unità. La percentuale di mercato in Italia di Fiat rimane comunque attorno al 29,6%, stabile sotto molti aspetti rispetto all’anno scorso.
    Le vetture che danno un aiuto a non dichiarare dati ancor più allarmanti e critici sono le nuove Lancia Ypsilon e le Alfa Romeo Giuletta, sempre costantemente nella top ten delle vendite del marchio. Stabile anche Jeep con il suo modello di punta Grand Cherokee.

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