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Mercato Auto, FederAuto contesta i dati ufficiali

Mercato Auto, FederAuto contesta i dati ufficiali

Federauto, per bocca del suo presidente Filippo Pavan Bernacchi, contesta decisamente i dati ufficiali delle vendite di autovetture per il mese di Maggio passato

da in Associazioni Consumatori, Auto 2010, Mondo auto
Ultimo aggiornamento:

    federauto

    L’associazione dei concessionari d’auto, di tutte le marche che sono commercializzate in Italia, denuncia i presunti dati ufficiali che vengono divulgati nel mese di maggio, dati che non sarebbero a -13,8% quanto piuttosto a – 27,7%. Filippo Pavan Bernacchi, presidente della Federauto, è la persona che spiega come stanno le cose: ”Il dato di immatricolazione ai privati è la vera cartina di tornasole, per ciò che concerne il mercato. Infatti, questo canale di vendita non è inquinato dalle auto a chilometri zero: cioè tutte quelle vetture immatricolate o alle case automobilistiche, o ai concessionari, o ai noleggi, che poi sono immesse sul mercato.

    Il dato, senza correttivi, registra una caduta quasi del 30%. Nessuna azienda, per quanto sana, in qualunque settore, può affrontare una perdita di fatturato così grave senza mettere mano ai costi che, nel nostro caso, per l’80%, sono composti dagli stipendi dei nostri 178.000 collaboratori”. Il presidente di Federauto continua dicendo che è da molto tempo che si è chiesto un incontro col Governo, perché lo stop agli incentivi sta producendo un danno.

    Danno per tutto il “sistema Italia”. Costruttori e indotto fatturano il 20% del PIL e impiegano 1.000.000 di addetti.

    La caduta del mercato, invece, per lo Stato, costerà circa 2 miliardi di euro in tasse non incassate e cancellerà 45.000 posti di lavoro. Federauto vorrebbe, perciò, proporre al Ministero dello Sviluppo Economico una politica di aiuti per le auto a basso impatto ambientale, alimentate a gpl o metano, e una defiscalizzazione delle vetture aziendali.

    Federauto dice che si potrebbe sostenere la domanda, inquinare molto meno continuando ad abbassare i valori di Co2 e, cosa importante, salvaguardare l’occupazione di decine di migliaia di famiglie sparse in tutto il territorio nazionale.

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