Mercedes Classe V 2017: prezzo e prova su strada del diesel 190 cavalli [FOTO]

Provato su strada il nuovissimo Mercedes Classe V in versione V250d. Scopriamolo meglio nel nostro test drive.

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    Nuova prova su strada di AllaGuida.it. In un clima del tutto invernale e con abbondante neve sulla nostra strada non potevamo che mettere alla prova il nuovo Mercedes Classe V 2017, una sorta di ibrido tra un’auto ed un veicolo commerciale destinato agli alberghi. Con i suoi sette posti disposti su tre file ed una comodità e compattezza più simili a quelle di un’auto, forse una delle cause principali che hanno permesso di registrare un +43% di vendite di van nel 2016 rispetto al 2015, abbiamo affrontato senza problemi l’evento Mercedes #VAN atTRACTION sul Passo del Tonale.

    Estetica che convince

    Mercedes Classe V di lato

    Grazie ad uno stile completamente Mercedes anche un veicolo come il Classe V è riuscito ad imporsi sul mercato con delle linee sinuose ed eleganti, che si lasciano apprezzare con una sorta di timore reverenziale tipico dei transfer dei Noleggi Con Conducente ma allo stesso tempo con il calore di un’auto classica. La griglia anteriore, con l’enorme logo della Stella a tre punte affondato in una serie di listelli orizzontali, richiama il sapore delle berline tedesche, mentre il cofano è sì alto come meglio si confà ad un mezzo del genere, ma sale con relativa dolcezza e ben si raccorda al parabrezza tanto da far registrare un ottimo coefficiente di penetrazione aerodinamica: Cx di 0.31. Ci si ricorda di non essere di fronte ad un’auto in senso stretto guardando il Classe V di lato così come dal posteriore, perchè cominciano a spuntare le linee squadrate del tetto – con tanto di barre longitudinali – ma soprattutto del cofano. Il posteriore è indubbiamente la zona del Mercedes Classe V che più lo allontana dalle fattezze di una monovolume, a causa del cofano che scende praticamente verticale ed il grande lunotto, in parte inutile poichè dal posto di guida è coperto dallo schienale dei sedili in ultima fila.

    Interni premium e ricercati

    Mercedes Classe V plancia con comandi

    Vediamo gli interni della Mercedes Classe V. Solitamente i mezzi da lavoro hanno degli interni più razionali, oserei dire spartani sotto certi aspetti, in primis per questioni di economia ma poi perchè devono essere pratici e funzionali. Ecco, da questa concezione il Mercedes Classe V prende delle distanze estreme, perchè gli interni concentrano tutto il know-how stilistico e tecnologico che il brand di Stoccarda ha ampiamente sperimentato su altri modelli del proprio listino. Tralasciando degli inserti con venature che ricordano quelle del legno, che fanno molta scena ed offrono un notevole colpo d’occhio all’ingresso, al centro della plancia non poteva mancare tutto l’agglomerato di tasti e joystick che comandano i sistemi di bordo. Il display è sempre posto in alto, quasi in sospensione sulla plancia, e continua a non essere touchscreen perchè comandato anche grazie allo sfioramento direttamente sul joypad, al di sotto del quale rotola la classica manopola. Un po’ come visto sulle berline importanti del brand Mercedes anche il Classe V ha una serie di luci a LED colorate che seguono le fattezze degli interni, molto belle e con la tonalità impostabile a piacimento, ma in ottica passeggeri è la seconda fila che mi ha stupito. Classe V è un sette posti in configurazione 2-2-3 ed alle file di dietro si accede tramite le due porte laterali a scorrimento ed azionamento elettrico, ma esattamente in mezzo ai sedili della fila centrale trova il suo spazio quella che è un’evoluzione del classico portabibite o poggiabraccio: una struttura che alza ed abbassa il portabibite e, soprattutto, incorpora due tavolini separati per i due passeggeri. Molto interessante in ottica business.

    Prova su strada Mercedes Classe V

    Mercedes Classe V cerchione

    Effettivamente è direttamente dalla prova su strada che ci si rende conto di quanto, a dispetto delle dimensioni, Mercedes Classe V si guidi in assoluta scioltezza. La posizione di guida è sicuramente rialzata rispetto al solito, è una cosa alla quale bisogna fare il classico “occhio” e ci si abitua sufficientemente in fretta, ma poi la leva del cambio automatico 7G-TRONIC PLUS (con paddle dietro al volante!) innesta la prima marcia e si parte. Precisamente il modello in prova è il V250d, quindi con a disposizione il motore diesel da 2.2 litri e con la potenza di 190 cavalli, che nonostante la scalata sul Passo del Tonale si è comportato in modo egregio ed in alcuni tratti ha dimostrato anche sufficiente brio. Grazie all’accoppiata motore-cambio si esce così da quel limbo del “mi serve un mezzo che riesca a trasportarmi senza particolari pretese“, perchè schiacciando il gas con vigore il V250d scatta subito e senza esitare. C’è da sottolineare che a pieno carico – in prova a bordo eravamo in due – di certo avvertirà il notevole aumento di peso, ma posso ritenermi soddisfatto della prestazione considerando la strada in salita. Ad aiutare a scegliere il comportamento in ogni situazione ci pensa poi il selettore di guida, settabile anche su Sport oltre che su Comfort ed Eco, grazie al quale si irrigidisce un assetto già sufficientemente stabile: patisce un po’ di sottosterzo in condizioni critiche, ma come biasimarlo?

    Intanto la trazione posteriore non ha mostrato particolari problemi ma anzi ha sempre svolto il suo ruolo alla perfezione, anche se su fondo scivoloso (con neve ma con gomme termiche) qualche perdita di aderenza maltrattando l’acceleratore è arrivata. Ad ogni modo il Classe V non si guida aggressivamente ma con rotondità, condizione nella quale i limiti sono ben lontani dall’essere toccati.

    Sicurezza elettronica

    Mercedes Classe V selettore di guida

    Tra le frecce all’arco del Mercedes Classe V ci sono anche tutta una serie di sistemi elettronici che garantiscono un buon standard di sicurezza in tutte le occasioni. Per i proprietari che necessitano di trasportare un carrello con gancio traino, ad esempio, il sistema ESP si adatta in base al peso del carrello ed alla distribuzione del carico, così da evitare comportamenti enomali, mentre per minimizzare gli effetti del vento su una superficie laterale quantomeno ampia ci pensa il Cross Wind Assist.